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Fiducia. Storia di una parola

di Francesco Varanini 09 maggio 2013

La parola fiducia più che esplicitare nasconde. Parla di un concetto sfuggente, dai confini particolarmente sfumati.

Fidare, fidarsi, fedele, fedeltà, fiduciario, federazione, fideiussione, fidanzamento…

In latino fiducia è astrazione dell’aggettivo fiducus. Per capire come si forma l’aggettivo possiamo guardare a due casi analoghi: da cado, caducus; da mando, ‘mastico’, manducus, ‘colui che mangia’, ‘il mangione’. Così da fido, ‘mi fido’, fiducus, ‘colui di cui mi fido’.

La fonte, l’espressione di riferimento, è in ogni caso il latino fides, astrazione dalla radice indeuropea bheidh, ‘fidarsi’. Di qui lo spagnolo , il francese foi, e tramite il francese l’inglese faith.

Il passaggio attraverso l’aggettivo fiducus avviene però solo in italiano. La difficoltà di trovare traduzioni precise nasce da questo peculiare passaggio dal latino al volgare. Ma più in generale è motivata dall’ampiezza del concetto.

Basta citare le possibili traduzioni inglesi. Belief, trust, reliance, assurance, credit, dependence, confidence. Vale la pena di soffermarsi in particolare su belief, trust, confidence.

Trust sta per ‘sicurezza’, ‘confidenza’. Ma il senso profondo dell’espressione ci è ricordato con più chiarezza da un’altra parola che condivide con trust l’origine: true. True è ‘vero’, ma nel senso di ‘fedele’, ‘degno di fiducia’. Deriva dal protogermanico trewwjaz, ‘in buona fede’, probabilmente dalla radice indeuropea dru (dereu), da cui anche tree, ‘albero’, nello specifico ‘quercia’, quindi: ‘fermo come una quercia’. Il tedesco Vertrauen, ‘fiducia’, ‘affidamento’, ‘confidenza’, ‘credito’, discende dalla stessa radice e insiste sulla stessa immagine. Possiamo tralasciare il prefisso ver e concentrarci su trauen, ‘fidarsi di qualcuno’. Anche il verbo trauen discende dalla radice dru (dereu): la fermezza, la robustezza della quercia.

Per cogliere il senso di belief, anche qui, possiamo tralasciare il prefisso be, e guardare al senso implicito in lief, che rimanda alla radice indeuropea leubh: ‘cura’, ‘desiderio’, ‘piacere’, ‘amore’. Da qui in latino libet e libido: idea di ‘piacere’ ‘essere gradito’; da qui anche il tedesco liebe e l’inglese love.

Belief significava nell’inglese delle origini ‘fiducia in Dio’, ‘cose vere per via di dottrina religiosa’; mentre faith significava ‘fiducia in una persona in base a un accordo o un impegno’. Ma quando a partire dal 1300 si prende a tradurre il latino religioso fides con faith, finché nel 1500 belief passa esclusivamente a significare ‘vero per accettazione mentale’.

Possiamo quindi citare l’espressione che in spagnolo, francese e inglese traduce nel modo meno impreciso fiducia: confianza, confiance, confidence. Espressioni derivate, come l’italiano confidenza, dal latino confidentia. Ma anche qui il senso è meno chiaro di quello che appare: si incrociano il senso del latino confidere ‘avere fiducia’, ed il senso del latino volgare fidere ‘porre fede’, da fidus, ‘fedele’. Avere fiducia -atteggiamento che confina con la speranza- è una cosa; essere fedele -a una idea già data, ad una guida- è un’altra. La confidentia è l’atteggiamento della persona confidens, ‘fermamente fiducioso’, fiducioso, potremmo dire, fino all’audacia. Confidentia ci parla di ‘fiducia’, ma anche ‘libertà eccessiva’.

Possiamo infine tornare a dire che la fiducia -modo di porsi, di atteggiarsi- rimanda ad un’antica virtù, celebrata da ogni religione, la fede. Dobbiamo anzi guardare a tre virtù che si tengono l’una con l’altra: fede, speranza e carità.

Carus -dalla base indeuropea ka, ‘piacere’, ‘desiderio’, nel senso amoroso (ritroviamo qui il senso profondo di belief)- è in latino ‘ciò che attrae’, ‘a cui si è affezionati’, ma anche ciò che è ‘di gran valore, e quindi ‘costoso’. Da carus, caritas – il cui senso si precisa nel latino ecclesiastico. Quando la classica traduzione latina della Bibbia -la Vulgata- si trova a dover restituire il senso del greco agape, evita amor -verbo di ampio senso: dal puro desiderio all’amore per il prossimo- e preferisce il meno usato caritas. Possiamo dire che non c’è fides senza caritas, non ci si può fidare se non mossi dall’amore.

La speranza ci appare ancora più strettamente connessa con la fiducia. La speranza ci parla di attesa, aspettativa di cose future. Ma la spes resta incerta, e questa incertezza mitiga l’eccesso di confidentia. Il filosofo Ernst Bloch ci ammonisce: “la speranza non è fiduciosa certezza”.

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