Contributi

Missione. AIF 2013. Visione

di Enzo Spaltro 05 agosto 2013

I pilastri del pensiero AIF nel passaggio dal 24° Congresso AIF, Merano 2012, al 25°  Congresso AIF, Napoli 2013: missione e visione dell’AIF nello sviluppo della società italiana, una triplice proposta-stimolo parallelo verso i suoi tre protagonisti e la sua tripla dimensione soggettiva dei formatori, degli allievi e degli utenti.

Gli argomenti connessi allo sviluppo delle tematiche nazionali da approfondire nel 2013,
dal QUIEDORA del 2012 agli ORIZZONTI del 2013, sono così sintetizzabili e proposti alla discussione:

1° il futuro, situato tra scoperta ed invenzione, costituisce uno dei primi interessi dell’AIF: questo significa avviare discussioni sulla differenza tra dominio e potere, dominio e parità, fatalismo e sfida, passività e proattività, malessere e benessere …; si scopre ciò che esiste anche senza di noi e invece si inventa ciò che non esiste senza di noi, si scopre il malessere e si inventa il benessere e ne viene che l’AIF preferisce inventare anziché scoprire;

2° il soggetto si distingue dall’individuo perché il primo è la percezione nostra di noi stessi ed il secondo invece è la percezione che gli altri hanno di noi; di conseguenza possiamo avere un soggetto individuale ed uno collettivo, e questo è un altro punto base dell’AIF: da questo dipende il valore del gruppo, la progettualità, la negoziazione, il rapporto tra infante e adulto, il dovere ed il diritto, il dolore ed il piacere; inoltre l’emergere della soggettività è l’elemento dominante delle società che oggi si stanno formando; e l’AIF considera sempre più l’emergere della soggettività come una componente insostituibile della vita democratica;

3° le relazioni tra lavoro e cittadinanza sono perciò di spiccato interesse per l’AIF: in futuro sara’ sempre più la cittadinanza ad essere origine e conseguenza della formazione e delle relazioni che influenzano la consapevolezza della cittadinanza; così sono l’appartenenza e la partecipazione, il nascere del plurale, i cinque livelli di funzionamento sociale (coppia, micro gruppo, macro gruppo, mega comunità e virtualità), le relazioni umane e industriali; possiamo dire che oggi in Italia il lavoro permette la cittadinanza, ma in futuro sarà la cittadinanza a permettere il lavoro;

4° il lavoro viene trattato come il fattore principale dell’interazione tra produzione e ricchezza e tra ricchezza e benessere: così vengono studiati i nuovi sviluppi dell’incontro tra strutture e climi, tra economia e psicologia, i paradigmi del pensiero duale, i dispositivi mentali e gli artefatti sociali, la compatibilità e la sostenibilità in situazioni di crescita e di decrescita; reddito e salario, denaro e moneta, povertà e ricchezza sono componenti indispensabili cui si dedica l’AIF per analizzare longitudinalmente il discorso sul lavoro;

5° la connessione tra relazioni e tecnologie, tra dinamiche sociali soft e hard, tra le relazioni umane, le nuove interfacce, la riduzione dei modelli monoteistici, il conflitto e la negoziazione, la pace e la guerra ci portano verso la fine della società dei guerrieri; l’AIF promuove con questa logica scuole ed insegnamenti della pace nelle scuole di ogni livello e genere ed usa una costante forma di contagio positivo per le teorie e le pratiche di pacificazione;

6° la didattica tra il passato, il presente ed il futuro costituisce un altro capitolo della missione dell’AIF: ciò comprende soprattutto la terna dei concetti di futuro-gruppo-bellezza come dispositivo mentale base della nostra comunità; il benessere soggettivo e diffuso come valore centrale della comunità della conoscenza; ciò determina un passaggio graduale dalla società dei guerrieri a quella delle relazioni-connessioni, e l’inizio di un’era nuova dell’apprendimento: soggettivo, plurale e negoziato;

7° pubblico e privato rappresentano un altro capitolo importante per l’AIF; con l’emergere delle nuove soggettività e la creazione del “pensiero comune”, cioè della terza dimensione tra le due forme “classiche” soggettività e pluralità, tra privato e pubblico, tra singolare e plurale; il pubblico è poi la dimensione dell’onnipotenza con le sue tre forme (pubbliche) che sono l’immortalità (da cui deriva la sanità), la conoscenza (da cui deriva la scuola) e l’ubicuità, (sia come comunicazone che come trasporto); la corruzione può essere considerata come l’utilizzo di risorse pubbliche per accontentare interessi privati; corruzione è anche la mancanza di un’area “comune” sufficiente a gestire il conflitto, che oggi pare insanabile, tra pubblico e privato;

8° le tematiche nazionali devono essere sviluppate sui diversi territori fisici e mentali affinché l’AIF possa sviluppare il proprio pensiero in maniera diffusa, comparabile e radicata sull’intero territorio nazionale; la missione culturale dell’AIF nel 2013 è quella di partecipare ed aiutare la resistenza alle pressioni oggi esercitate dal dominio per diminuire l’apprendimento e la sua influenza nello sviluppo; oggi infatti l’apprendimento è fortemente negato e contrastato; l’AIF propone come antidoto più efficace al dominio la parità;

9° la fine della cultura dei guerrieri e l’inizio di quella delle connessioni porta alla trasformazione della vendetta e del potere a somma zero in perdono e potere a somma diversa da zero; l’avvento della cultura delle relazioni e delle connessioni provoca lo sviluppo dell’invenzione e della creatività; ciò porta all’apprendimento di più efficaci vivificatori sociali (reddito di cittadinanza, moneta collaterale, minimo salariale, ecc.), che soppiantino i consunti ammortizzatori sociali oggi vigenti (casa integrazione, pensionamento, indennita di disoccupazione ecc.); in questa transizione, la metodologia specifica e la missione ottimale dell’AIF nell’odierna società è l’idea di parità;

10° la principale metodologia, cioè la “visione” ottimale sta nei tre concetti paralleli “gruppo, futuro e bellezza”; l’avvio del processo di divulgazione ed attivazione di molti gruppi (futuri e belli) di lavoro avviene attraverso il coinvolgimento di task force che, su iniziativa dell’AIF, contattano i più svariati territori regionali per avviare dispositivi mentali ed artefatti sociali nuovi e inventati ad hoc, stimolano laboratori territoriali in grado di trattare le tematiche presenti ed usano strategie, metodi e strumenti specifici, originali e compatibili con i protagonisti;

Avviando laboratori ed incontri in svariati tipi e territori, l’AIF spera che i processi di apprendimento vengano rinforzati: a questo si aggiungono le attività della scuola interna, i convegni, i congressi ed i festival, oltre ai gruppi di comunicazione e le pubblicazioni (sito, FOR, LN, collana AIF, ecc.). L’obiettivo è quello di fare crescere, in sempre maggiori frange di popolazione, la motivazione ad apprendere qualunque cosa e la strategia di rinforzo della voglia di imparare.

Questo ”pensiero AIF”, è una difesa dell’imparare insieme. E questa “insiemità” richiede anche una piccola rivoluzione interna dell’AIF e un riaggiustamento delle sue relazioni entro sé stessa e con la società in cui opera. Questa fin dall’inizio è l’origine dell’AIF, che continua ad essere un’associazione professionale di specialisti di formazione e di sviluppo personale. Perciò il legame tra lavoro e cittadinanza costituisce ancora la base della politica dell’AIF.

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