Contributi

E se il telefono non suona più?

di Claudio Baccarani 09 settembre 2013

Nel luglio scorso Francesco Varanini su Bloom, frammenti di organizzazione (www.bloom.it), ha pubblicato i risultati di una ricerca svolta nel corso del 2012 dal titolo: “Artigiani e Piccoli Imprenditori come persone. Le conseguenze della crisi 2007-2012 sugli atteggiamenti e sulle motivazioni”.
La lettura di questo report costruito in forma quali-quantitativa ha suggerito il tema di questo editoriale almeno per due motivi. Il primo perché consente di percepire e cogliere la natura delle emozioni avvertite da chi si trova a vivere momenti di intensa discontinuità nelle proprie usuali prospettive; il secondo perché la sua lettura ripropone perentoriamente agli studiosi d’impresa una riflessione profonda sul proprio ruolo nel sistema socio-economico, soprattutto in momenti di crisi come quello che stiamo attraversando.
La natura della prima sollecitazione si coglie facilmente riprendendo alcune affermazioni degli intervistati contenute nel report citato e tratte dalle venti interviste in profondità condotte con gli imprenditori coinvolti dello studio. La percezione si completa con il riferimento ad alcune misurazioni quantitative, riferite alle frequenze registrate per le risposte ad alcune domande proposte in una seconda fase dello studio sulla base di un questionario predefinito.
La seconda sollecitazione scaturisce immediatamente dalla semplice lettura dei risultati della ricerca. Diviene per così dire automatica, perché al di là degli sforzi per conseguire il rigor richiesto per la pubblicazione nei journal di management induce a mettere in discussione il senso ultimo dell’attività degli studiosi di impresa.
Ovviamente, in questa sede non potremo che prendere in considerazione una selezione delle informazioni raccolte nella ricerca citata. E lo faremo in forme raccordate cercando di connettere più affermazioni a sé stanti ma partecipi dello stesso tema indagato.
Siamo ben consapevoli che ogni volta che si propone una selezione si tracciano delle linee di demarcazione del fenomeno indagato frutto del sentire di chi le traccia. Va quindi precisato – in particolare perché il tema investe le emozioni – che, oltre a non essere esaustiva, la nostra analisi potrebbe anche risultare di parte perché difficilmente può prescindere da giudizi di valore che portiamo con noi stessi quando si trattano temi come questo. Temi che muovono il pensiero secondo logiche razionali ma anche non razionali ed emotive.
Per questi motivi invitiamo i lettori interessati, e crediamo che gli studiosi di impresa potrebbero far parte di tale gruppo, a scorrere l’intera ricerca per cogliere appieno la natura del fenomeno indagato attraverso le proprie lenti di lettura ed interpretazione della realtà, attraverso, cioè, il proprio modo di sentire e di vedere.
Lo studio si avvia secondo le regole dello story telling, quindi sulla base della raccolta di pensieri espressi dai testimoni privilegiati che hanno partecipato allo studio.
Pensieri intercalati da brevi commenti dell’autore della ricerca e raccolti in una serie di punti: il mestiere e il lavoro, l’uso de tempo, l’atteggiamento, la lettura della crisi e il senso dell’andare avanti.

Questo testo è apparso come Editoriale del direttore su Sinergie, rivista di studi e ricerche, n. 91, Maggio-Agosto 2013, pp. VII-XII, ISSN 0393-5108 – DOI 10.7433/s91.2013.01

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Claudio Baccarani, Dipartimento di Economia Aziendale, Università degli Studi di Verona. claudio.baccarani@univr.it

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