Conversazioni

Essere o cercare di essere sempre in staff

di Stefano Cosulich 19 settembre 2013

Ho letto i contributo di Francesco e di Grassilli e mi soffermo sulle questa frase ….”siamo diventati tutti un po’ così” . E’ vero forse ci sentiamo spinti a seguire le nuove mode tecnologiche… e “guardiamo alle risorse umane” come se non ci appartenessero quasi non fossimo anche noi tra di loro, perchè noi HR Manager forse apparteniamo ad un altra razza extraterrestre?

La mia ricetta organizzativa / comportamentale è semplice, molto impegnativa ma penso possa dare buoni frutti alla lunga in qualunque tipo di organizzazione….se l’azienda è piccola possiamo fare da soli, se é grande dobbiamo contare su di un team che condivida le nostre idee.

Essere in Staff….alla Direzione…se ce lo concede, e contribuire al viaggio (business partner), ma ciò accade molto di rado (almeno dalle mie parti). Essere in Staff a tutti i Responsabili (direzioni, enti , uffici……) per accompagnarli e supportarli nella gestione e nello sviluppo dei loro collaboratori per raggiungere prima e meglio gli obiettivi assegnati. Essere in staff a tutti i collaboratori….si avete capito bene, non sono improvvisamente impazzito, essere al servizio di tutti coloro che ne avessero bisogno o che intuissimo possano avere la necessità di una consulenza speciale.

Dobbiamo essere tutto, senza forse averne sempre le competenze (coach, counselor, piennellista, etc…), ma soprattutto dobbiamo farci sentire al fianco dei nostri colleghi…quasi camminassimo insieme…perchè il loro viaggio è anche il nostro e se non ci fossero loro non avremmo alcuna ragione d’essere anche noi. Faccio un piccolo esempio per tutti: in un momento di presunta difficoltà aziendale, una collega era preoccupata di poter perdere il posto e io l’ho incoraggiata a lavorare a fondo sul curriculum, in tre aperincontri costruttivi abbiamo allestito un curriculum appetitoso….e abbiamo anche progettato di farlo diventare ancora più appetitoso, riempiendo i vuoti con saperi “rubati ai colleghi” e con formazione aggiuntiva. Sono passati tre anni, la collaboratrice è molto più tranquilla, anche se le nubi all’orizzonte sono sempre scure, ma nel frattempo ha acquisito nuove competenze e strumenti che l’hanno fatta diventare molto più sicura di se.

Credo che se anche solo tendessimo a ricoprire la nostra mansione dentro un modello organizzativo (non sempre esplicito) di questo tipo,  potremmo giustificare sempre di più la nostra permanenza in qualsiasi tipo di organizzazione, eliminando gli atriti interni e potremmo forse anche attendere alle attività più dolorose senza necessariamente vergognarci (magari dopo essere stati boia incolpevoli, far resuscitare in altre organizzazioni i nostri campioni).

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