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Le sfumature semantiche del dialetto veneto

di 25 ottobre 2013

La ricchezza del dialetto veneto non è nota a tutti. Una parola può avere mille significati diversi a seconda del contesto. E molto spesso le bestemmie che noi veneti esportiamo in tutto il mondo fanno altresì parte del nostro linguaggio quotidiano e non sono da considerarsi offesa per nessuno ma naturale intercalare tipico della lingua in essere. Ad esempio, ecco alcuni tra i numerosi significati che le bestemmie Porco Dio o Dio Can (o Dio cane) possono assumere, al variare dell’intonazione, tradotti dal veneto all’italiano:

Al passaggio di una bella ragazza:
Dio Can! = Quale stupenda creatura!

In risposta alla domanda “sei sicuro?”:
Dio Can! = Ne ho l’assoluta certezza.

Di fronte ad un avvenimento particolarmente sfortunato (gomma bucata, passaggio a livello chiuso quando si è già in ritardo, ecc.):
(Ma) Dio Can… = Sono oltremodo amareggiato dal verificarsi di questa improbabile coincidenza.

Commento al resoconto di un’impresa particolarmente ardita di un amico (tipicamente: conquista di una ragazza):
(Ooo) Dio Cane! = Il mio stupore e la mia ammirazione per te hanno raggiunto livelli inimmaginabili.

In risposta alla domanda “ma dovevi proprio comportarti in quel modo?”:
(Eh,) Dio Can. = Che cos’altro avrei potuto fare, data la situazione?

Di fronte ad un interlocutore che accampa scuse poco credibili:
(Ma dai,) Dio Can! = Non raccontarmi codeste fandonie, non sono nato ieri.

Come rafforzativo di una richiesta:
Dove ghetto messo quel Porco Dio del marteo? oppure: Nane, Dio Can, dove xeo el marteo?

In sostituzione di vocaboli che al momento non sovvengono:
Gigi, passame chel Porco Dio che svido sto bullon.

Ovviamente tutti questi usi possono essere messi in combinazione tra loro generando frasi altamente incomprensibili per un non esperto. Ecco ad esempio un dialogo tra idraulici:

Toni: Dio Can Bepi, el Porco Dio qua spande oncora acqua! No te o gavevi giusta’, Dio Can? (Mannaggia Bepi, che sventura! Il tubo qui perde ancora! Mi sembrava che tu l’avessi aggiustato! Sei certo di averlo aggiustato bene?)
Bepi: Porco Dio! (Certamente! Perché metti in dubbio le mie capacità?)
Toni: Dio Can, passame el Porco Dio la che ghe dago mi ‘na sistemada… Ciapa Dio Can, varda che lavoretto! (Non raccontarmi fandonie, il fatto è che perde ancora! Passami piuttosto la chiave inglese che lo sistemo io… ecco, guarda bene che bel lavoro ho fatto!)
Bepi: Ooo Dio Can! (Ammirevole davvero! Devo riconoscere la tua maggiore esperienza in lavori di questo genere.)

Alquanto singolare invece potrebbe essere l’analogia tra la forma interrogativa veneta nella costruzione delle frasi tipica delle lingue anglosassoni quali inglese e francese, ovvero nella diversa formazione della frase in domanda e risposta. Scopriremo quindi l’importanza del Dio Boia e del Boia Dio (altresì sostituibile con Dio Porco e Porco Dio)
Eccovi alcuni esempi in concreto:

Toni: Ma dove sito Dio Boia? (dove caspita sei andato a finire che ti sto aspettando da un pezzo?)
Bepi: Eh Boia Dio so drio rivare…(non ti preoccupare ho avuto un piccolo contrattempo stai tranquillo arrivo a breve)

Toni: Ero ciò ma te gaeo gnancora pagà chel Porco Dio? (Scusa ma quel signore per cui hai prestato servizio il mese scorso ha assolto il suo debito nei tuoi confronti?)

Bepi: Na merda Dio Porco! (No deve ancora predisporre il bonifico)

Noterete subito dopo questi e gli altri esempi quale somiglianza possa esserci tra due delle più note lingue internazionali e la lingua veneta. Questo a denotare quale grande ricchezza la nostra madre lingua offre a noi e al mondo intero.
Non scordatelo.

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