Contributi

Sempre piu’ protagonisti

di Maria Cristina Koch 05 novembre 2014

Con il cosiddetto divorzio breve si accentua e si caratterizza sempre di più il nostro momento storico come il momento della persona protagonista: attrice, regista e sceneggiatrice della sua esistenza.
Quello che appare spesso come un declino delle istituzioni, cosparso di lacrime deluse e amare di chi vorrebbe ancora i bei tempi andati con tutto in ordine, ben inscatolato negli scaffali di una convivenza congelata, a me appare una straordinaria conquista del cittadino che riemerge dalla collettività a farsi nuovamente protagonista della sua esistenza.
Sì, è il Nuovo Rinascimento che mi sembra (o voglio che mi sembri, non c’è poi molta differenza) appaia con sempre maggior evidenza il tempo della persona, al centro e guida dell’intero suo mondo . Persona che, però, si trova spaesata e incerta sul dove dirigere i suoi passi: come ci siamo detti più volte, è molto più facile scegliere come muoversi e verso dove di fronte a un incrocio di strade che dall’interno di una radura.
Nella fatica, pur sempre entusiasmante, di vivere l’inizio, si affacciano temi come il rapporto fra la libertà personale e il bene collettivo, il valore delle regole e la responsabilità dell’osservarle, le istituzioni che per salvaguardare l’equanimità sembrano dover rinunciare a guardare alla persona, e mille altri temi così seri e gravi e determinanti che non è certo stupefacente il nostro sconcerto e anche quel po’ di timore ansioso della responsabilità di essere noi a tracciare certe direttrici, proprio perché sappiamo di poterlo fare.
Creare un nuovo assetto sociale, dar vita e senso a un nuovo patto di cittadinanza è l’impegno che oggi si pone di fronte a tutti noi. Con lo spavento e lo sbigottimento di saperci finalmente grandi, che è nostro il potere di prendere decisioni proprio quanto giganteggia incombente la nostra responsabilità, che il senso della misura non va più accompagnato ai disprezzati “moderati” ma che dovrà essere la questione più intrigante e complessa che ci accompagni in ogni passaggio di pensiero.
D’altronde, come potremmo fare a meno della misura, noi che siamo cresciuti inevitabilmente in un mondo fatto e intriso d’arte? E cos’è mai, l’arte, se non misura ogni volta nuovamente immaginata, delineata, travalicata, misura di proporzioni, di equilibrio che è armonia e non staticità, misura che dice il bello?
Quando si dovette decidere se passare dalla monarchia alla Repubblica, si disse che era un salto nel buio. Ci fu chi rispose che, sì, aveva voglia di saltare.
Oggi non è un salto nel buio ma un salto di rango di noi che vogliamo essere cittadini di piena cittadinanza, capaci di assunzione di responsabilità, di lasciar cadere le vesti del cittadino che si lagna e che protesta per indossare gli abiti di chi si propone a mettere a disposizione intelligenza, pensiero, speranze e coraggio per disegnare il tempo della persona in connessione con la società.
Modellato sulla nostra cultura e che si permetta, finalmente, di accostare a democrazia e patto di convivenza la luce della felicità.

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libera professionista, psicoterapeuta, saggista, counselor, formatrice. mcristina@mckoch.fastwebnet.it, www.lacasadivetro.com, www.sistemanet.com, www.sicolombardia.it

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