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You will cry, my friend

di Luca Frediani 23 gennaio 2015

Qualche giorno fa parlavo con un cliente libanese.
Dopo un po’ mi mostra la foto dei suoi due figli, 3 e 4 anni, nati a soli 10 mesi di distanza.
“Sei un pazzo” – dico ridendo – “due figli e così vicini”
“Hai ragione, e pensa che il terzo è in arrivo: mia moglie è incinta”
“Ma allora è un vizio. Dai, comunque congratulazioni”
“Grazie. Sai, c’è bisogno di qualche cristiano in più, di questi tempi”

Iniziamo allora una discussione semiseria sui fatti di Parigi, sull’immigrazione e su tutto quel che gravita intorno. E’ appassionato, sembra quasi che il problema sia suo, lui che vive di là dal Mediterraneo in un posto che io non ho nemmeno visto e di cui so veramente poco.
Poi mi dice: “Tutto già visto, sono 20 anni che noi siamo in questa situazione
Segue una descrizione, più o meno di parte, degli ultimi 20 anni di storia del Libano; di invasioni e guerre civili ne avevo già sentito parlare ma in televisione nessuno dice se sparano addosso ad un imprenditore libanese, però sentire l’imprenditore libanese che ti racconta di quando gli hanno sparato addosso, be’, vale come cento servizi giornalistici di cui non si capisce niente.

Conclude riallaccandosi a quanto detto prima : “Sono 20 anni che noi siamo in questa situazione, dovete cercare il modo di risolverla presto ma non ci riuscirete, vedrai entro cinque anni come sarà peggiorata….you will cry, my friend, noi ci siamo già passati”.

 

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Informatico convertito al settore lapideo e con la passione per la Cina. Ogni tanto scrive un po' di roba su www.lucafrediani.info

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