Contributi

Dalla rendita alla costruzione di valore

di Alessandro Bolzonello 14 marzo 2015

6820908344_d5047e2933_hScopriamo che per anni abbiamo vissuto di rendita.

Rendita conseguente al posizionamento acquisito nei decenni pregressi: forte crescita a cui è seguito l’assestamento, fino a diventare adagiamento, cioè mera difesa della posizione acquisita.

Il paradigma della rendita si fonda sul preservare quanto disponibile. Questo è stato lo statement prevalente: garantire il perpetuarsi della ricchezza presente distribuendola adeguatamente, cioè assegnare priorità alla continuità piuttosto che all’evoluzione.

Agli occhi dell’oggi, utilizzando la parabola evangelica dei talenti, è l’opzione del “servo malvagio e infingardo” di nascondere in una buca il denaro consegnato dal padrone: mera custodia di quanto ricevuto.

Ciò contraddistingue il tempo della continuità e delle reiterate conferme: lasciare andare avanti le cose senza contrapporre ostacoli, lasciando che le cose vadano avanti, che si auto-alimentino. Difendere gli equilibri esistenti, tenendo a bada ogni istanza innovativa. Nelle peggiori delle derive: ampio spazio al compromesso e al corporativismo, con il rischio di cadere nella connivenza e nella collusione.

Tutti, chi più e chi meno, soprattutto coloro che hanno alle spalle qualche decennio di vita, hanno inevitabilmente assunto tali connotati, questi tratti distintivi: abili quindi nel riconoscere gli equilibri vigenti, capaci di muoversi senza urtare gli schemi esistenti, fini costruttori di trame giustificative di qualsiasi tipo (pur di difendere l’esistente). Queste sono state le competenza chiave.

Di fronte alle sollecitazioni di nuovi e tempestosi tempi, le conseguenze sono chiare: da una parte l’urgenza – con lo slogan di Renzi – di “cambiare verso” con un forte orientamento al “fare”, dall’altra l’inadeguatezza di coloro che si trovano a ricoprire i ruoli guida, selezionati con logiche legate più all’appartenenza che alla competenza, capaci quindi di assicurare più la persistenza dell’esistente che l’interpretazione dell’emergente.

Crisi, crollo, rottura del complessivo equilibrio. Tutto cambia.

Ora, davanti a tutti noi, si apre la sfida del creare valore. La stessa – riprendendo la parabola evangelica citata – che spinge il “servo buono e fedele” ad impiegare in modo profittevole i talenti ricevuti.

Pubblicato su Invito a …

Foto: Value

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Economista e psicosocioanalista. Si occupa di personale in una azienda informatica. Cultore dell’essere umano e delle sue vicende. Ha avuto la possibilità di aprire naso, occhi ed orecchi di fronte alla vita, ancor più in un contesto, quello attuale, in piena mutazione, con-fusione, dove alla degenerazione si intreccia la rigenerazione, alla barbarie la genialità. Fin dove può, prova a 'tenere dentro' tutto quello che c'è, con la convinzione che l'esistenza di una 'cosa' oppure di un 'fenomeno' non sia mai un caso. Ritiene questa posizione liberante: elimina la categoria dell' 'assurdo', del 'non senso' ed apre al 'possibile', al 'nuovo'.

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