Contributi

L’obbedienza non è ancora una virtù

di Alessandro Bolzonello 21 luglio 2015

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Dentro o fuori. 

Con me o contro di me. 

Il mio percorso di vita mi ha portato ad impattare spesso con logiche di questo tipo. Di fronte a tali richieste, maledettamente non esplicite, rifuggo ogni risposta, considerandole improprie, inopportune, irrispettose, anche violente. Veri e propri ricatti.

L’implicito è il seguente: “il mio stare con te dipende da quanto tu mi confermi“; “se mi segui e mi dai ragione vuol dire che mi vuoi bene“. Fedeltà e militanza sono leve sulle quali si fondano le reti informali di appartenenza. Tipici sono quelle formate da gruppi di adolescenti e giovani, non meno quelle formate da adulti.

L’essere umano nasce appartenente, eventualmente – non senza difficoltà – riesce a tenere la “giusta distanza”; l’essere umano è sostanzialmente fragile, per sentire una identità necessita di riconoscimento; l’essere umano, pur di appartenere, è disposto ad accettare umiliazioni, falsità, anche tradimenti. Tutte dinamiche connaturate all’esistenza.

Diventa chiaramente un problema quando le logiche attinenti all’appartenenza e all’identità contaminano i gruppi formali, quelli che nascono per raggiungere specifici obiettivi. E’ inevitabile, infatti, che uomini e donne che operano assieme per uno scopo instaurino relazioni personali, come è inevitabile che portino nei propri contesti istituzionali istanze di carattere personale.

Solo i sistemi religiosi, attraverso il principio dell’obbedienza, hanno formalmente recepito i concetti di fedeltà e militanza, non gli altri sistemi, ma questi concetti persistono forti, forse maggiori che nei primi. Ecco il diffondersi di terminologie, quale quella del “cerchio magico”, che indicano la presenza di tali dimensioni nelle istituzioni attuali. Ecco che in tali contesti, ancor più quando gli attori sono detentori di potere, si possono creare condizioni di ricatto violento: “solo se mi vieni appresso, mi confermi e mi sostieni, continuerò a riconoscerti e ad abilitarti“. La conseguenza è il diffondersi di sistemi orientati a preservare il proprio potere e organizzazioni incapaci di raggiungere gli obiettivi.

Almeno due sono le contromisure necessarie: processi di selezione delle figure apicali basati, oltre che sulla specifica competenza richiesta, sulle qualità etiche e morali e sistematiche rotazioni delle persone poste nei ruoli di rilevanza.

Pubblicato su Invito a …

Foto: Disney – Pinocchio!

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Economista e psicosocioanalista. Si occupa di personale in una azienda informatica. Cultore dell’essere umano e delle sue vicende. Ha avuto la possibilità di aprire naso, occhi ed orecchi di fronte alla vita, ancor più in un contesto, quello attuale, in piena mutazione, con-fusione, dove alla degenerazione si intreccia la rigenerazione, alla barbarie la genialità. Fin dove può, prova a 'tenere dentro' tutto quello che c'è, con la convinzione che l'esistenza di una 'cosa' oppure di un 'fenomeno' non sia mai un caso. Ritiene questa posizione liberante: elimina la categoria dell' 'assurdo', del 'non senso' ed apre al 'possibile', al 'nuovo'.

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