Contributi

Taramot. Un progetto informatico-umanistico e artistico

di Francesco Varanini 28 luglio 2016

Pubblico qui due documenti relativi al Progetto Taramot. Curo la sezione Via della Narrazione dell’evento Conoscenza in Festa, che ha luogo ogni anno a Udine all’inizio di luglio. In questo quadro ha preso vita il progetto Taramot – in friulano ‘terremoto’.
Il primo documento (scritto nel gennaio 2016) riguarda il progetto nel suo complesso. Il secondo documento (scritto nel giugno 2016) riguarda l’istallazione artistica, aperta dall’1 luglio al 4 settembre 2016.
Il sito taramot.it è attivo, e tale resterà sicuramente, via via migliorato e arricchito di storie, almeno fino al 2026.

Striscione Taramot

Taramot
Un baule di storie. Quarant’anni dopo. Storia orale o Opera d’arte digitale collettiva

Sfondo
L’1, 2 e 3 luglio 2016 ha luogo ad Udine la seconda edizione di Conoscenza in festa, evento pubblico, occasione d’incontro e festa di piazza organizzata dall’Università di Udine.
Ricorre nel 2016 il quarantennale del terremoto, spartiacque della storia friulana. La stessa nascita dell’Università di Udine è legata al dopo terremoto.
Conoscenza in festa, all’inizio di luglio, si colloca a metà tra due momenti sismici, maggio e settembre.
La ricorrenza può essere ricordata in diversi modi. Un modo, non necessariamente l’unico, può essere fondato sulla narrazione, nell’ambito del filone della festa chiamato Via della Narrazione: la narrazione è una dei possibili avvicinamenti alla conoscenza. Per la durata della festa, via Cavour -strada di accesso a Piazza San Giacomo, centro della festa- è ribattezzata Via della Narrazione.

Progetto
Raccoglieremo le storie orali di tutti coloro che desiderano contribuire, raccontando i loro ricordi di quei giorni di quaranta anni fa.
Racconti brevi, indicativamente non più di cinque minuti. Raccolti tramite una registrazione su smartphone, inviata per e-mail, o tramite apposita app. Oppure registrazione su computer su apposito sito.
Studenti di scuole medie o universitari saranno invitati a registrare la voce dei nonni, stesso appello potrà essere rivolto ai lavoratori delle industrie friulane. L’appello può essere diffuso tramite mass media.
Le narrazioni, tramite un lavoro sul codice digitale, saranno montate in narrazione collettiva, storia orale, coro.
Si potranno predisporre diverse modalità di ascolto, per esempio distinguendo le voci per luogo geografico, sesso, fascia di età.
Tramite un apposito sito sarà possibile accedere alle storie via via raccolte.

Durante la festa, le storie saranno ‘esposte al pubblico’.
Luogo dell’esposizione Casa Cavazzini, Museo d’Arte Moderna, non a caso situata in via della Narrazione.(*)
Al di là di Conoscenza in festa il sito web resta attivo. Altre storie possono essere accumulate. Ciò che è stato esposto a Casa Cavazzini può essere esposto altrove. La natura ‘digitale’ dell’opera permette esposizioni in contemporanea in luoghi diversi.
I materiali raccolti si prestano a lavori di ricerca storica e linguistica.

(*) Si può legare narrativo tra l’esposizione delle voci di chi ha vissuto il terremoto e la collezione FRIAM.
Collezione FRIAM (Friul Arts and Monuments) ospitata nel Museo di Arte Moderna Casa Cavazzini.
Nata da un atto di solidarietà di artisti statunitensi a fronte del terremoto del ’76. Promotore dell’iniziativa furono lo scultore e pittore Carl Andre e Thomas B. Hess, editor di Art News e critico del New York Times. Chiamarono a raccolta artisti, operatori del mondo dell’arte, finanzieri, politici, Fu fondato un comitato a New York che si occupò della raccolta delle 113 opere oggetto di donazione. e del loro trasferimento in Italia.
Dopo varie vicende la raccolta è esposta nella Casa Cavazzini.
Tra gli artisti della collezione: Willem de Kooning, Roy Lichtenstein, Sol Le Witt, Donald Judd, Frank Stella, Lee Krasner, Horst P. Horst , ecc.

 

Taramot
Installazione artistica
Via Cavour, Udine, 1, 2 e 3 luglio 2016
Casa Cavazzini, Museo d’Arte Moderna e Contemporanea, 1 luglio-4 settembre
Nel quadro di Conoscenza in Festa, Udine, 1, 2 e 3 luglio 2016
Idea e visione di Francesco Varanini, sviluppata dal Collettivo Artistico Taramot:
Marco Bruschi, Andrea Ciriani, Vittorio Cirio, Federico Fabris, Keun Kindred, Lara Fiorini, Andrea Martini, Martina Montagnani.

Ricorrono i quarant’anni dal Terremoto che ha flagellato il Friuli. La memoria è mostrata come istallazione artistica durante i tre giorni di Conoscenza in Festa, Udine, 1, 2 e 3 luglio 2016, in via Cavour, trasformata per l’occasione in via della Narrazione.
Il ricordo del terremoto è un documento. Latino docere, insegnare. Il terremoto è insegnamento, formazione. Ha cambiato la vita delle persone che hanno vissuto l’esperienza. Attraverso le narrazioni di coloro che lo hanno vissuto, il terremoto può essere con-vissuto da coloro che seppero allora del terremoto da lontano, e da coloro che sono nati in anni successivi.
Di qui la raccolta di tracce digitali di memoria riferita a qui giorni. Il sito web taramot.it permette di raccogliere narrazioni riguardanti la personale esperienza del terremoto. Narrazioni orali brevi, quattro minuti: dove ero, cosa facevo, cosa è rimasto nella mia memoria. Le narrazioni sono brani di autobiografia personale, ri-conoscenza di sé. Tenute insieme dal codice digitale conformano una storia aperta, leggibile in differenti modi, un coro di voci che transita dal passato al futuro. Il progetto prevede l’accumulazione di storie per i prossimo dieci anni. Quando saranno passati cinquant’anni dal terremoto, molte persone che hanno vissuto l’esperienza non saranno più con noi, ma saranno ancora vivi, fonte di conoscenza, attraverso la loro voce registrata.
Il ricordo del terremoto è un monumento: una installazione campeggerà come una crepa, una ferita in via della Narrazione. Monumento: monito, ammonimento. Messaggio che parla di un passaggio, e che riguarda il presente e il futuro.
Il passaggio, il passeggio lungo via della Narrazione, è l’occasione per ricordare il terremoto: sia ascoltando le voci di coloro che l’hanno vissuto, sia lasciando ad animatori presenti lungo la via il proprio ricordo del terremoto. Ricordare è andare oltre i confini. Ricordare è vivere la differenza.
Greco diaphorá, ‘portare attraverso’. La diversità stabilisce confini. La differenza continuamente li attraversa. Ogni passaggio, ogni movimento nello spazio urbano, è fonte di esperienza. Continuamente viviamo terremoti, possiamo narrarli e trarne conoscenza, per andare oltre lungo il cammino. Se il terremoto è la ferita, l’arte è la cura.
Saranno quindi offerte a passanti e i visitatori, nel loro transito attraverso via della Narrazione, occasioni per sperimentare passaggi e trasmutazioni: passaggi come evoluzione del senso di un testo scritto, passaggi come il venire alla luce di una narrazione che emerge dalla quotidiana vita di lavoro, passaggi dove il suono della voce, strutturando la materia, si trasmuta in immagine.
Sabato 2 luglio il progetto si apre al contributo di ogni artista friulano che voglia partecipare: l’esperienza del terremoto è liberamente vissuta da ogni artista. Al termine della giornata le opere saranno montate in opera collettiva. Come la voce di ogni friulano che ricorda costituisce una testimonianza unica ed originale, così ogni opera di ogni artista resta frutto del suo genio individuale. Ma l’unicità dell’opera può in ogni caso essere intesa come contributo ad un’opera collettiva. L’uno non è mai in conflitto con il molto.
Nell’epoca del codice digitale, l’arte si fa ipertestuale, multimediale, interattiva: parole pronunciate, parole scritte, segni grafici vergati su un supporto con una penna o con un pennello, suoni e musica. I mezzi e le forme si ibridano, abbassando il divario tra artista e fruitore. Ogni passante, ogni visitatore, è invitato ad aggiungere alla crepa che ferisce via della Narrazione un proprio segno, una propria traccia, un proprio ricordo.
Il progetto artistico, nel suo essere differenza, nel suo andare di qua e di là continuamente attraversando confini, prende spazio sulle pareti, in proiezioni notturne, ed entra nei luoghi museali.
In via Cavour, ribattezzata via della Narrazione, Casa Cavazzini è sede del Museo d’Arte Moderna e Contemporanea. Qui sono ospitate le centotredici opere della Collezione FRIAM (Friul Arts and Monuments).
La storia della collezione è emblematica. Colpiti dal dramma del terremoto, in quei tragici giorni del ’76 lo scultore e pittore Carl Andre e Thomas B. Hess, editor di Art News e critico del New York Times, chiamano a raccolta finanzieri, politici, operatori del mondo dell’arte, artisti.
Opere di Willem de Kooning, Roy Lichtenstein, Sol Le Witt, Donald Judd, Frank Stella, Lee Krasner, Horst P. Horst e altri vengono donate a sostegno della ricostruzione.
In virtù di vicende e di scelte che narreremo nel pomeriggio di venerdì 1 luglio, le opere non vennero vendute. Sono ora esposte in Casa Cavazzini. L’installazione artistica Taramot trova qui la sua sintesi e la sua conclusione. Conclusione che è apertura, transito oltre confini di tempo e di luogo.
Le narrazioni orali raccolte tramite il sito web taramot.it -trasformate in brusio, sommesso coro, canto collettivo- sono offerte nella sala di Casa Cavazzini che ospita le opere della Collezione FRIAM. Simbolica restituzione del dono offerto dagli artisti americani. Espansione dell’opera degli artisti americani, trasformata così in essenziale componente di un’arte ambientale che coinvolge la popolazione friulana che visse quel dramma. L’installazione resterà esposta in Casa Cavazzini dall’1 luglio fino al 4 settembre 2016.

Il Collettivo Taramot ringrazia gli sponsor DomusGaia e Winefathers. Ringraziano i partner: Assesorato alla Cultrua del Comune di Udine, Museo Casa Cavazzini, Messaggero Veneto, Radio Onde Furlane. Senza il loro supporto l’installazione artistica non avrebbe potuto essere realizzata.

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