Contributi, Musica

Organizzare un concerto di musica classica (Turate, 14 aprile 2018)

di Davide Storni 02 giugno 2018

Nella mia vita mi sono sempre occupato di organizzazione.

È quello che mi piace fare: partendo da un problema sviluppare una diagnosi che consenta di capirne le cause e poi delineare una possibile via di soluzione.

È una impostazione che ho ereditato da mio padre medico. Lui mi ha insegnato che la cosa più importane in medicina è effettuare una buona diagnosi. Tutto il resto è tecnica esecutiva, individuare il corretto farmaco, operare il paziente, seguirne la riabilitazione.

E mi ha anche insegnato come seguire il processo di diagnosi, dal racconto della storia della persona alle domande per capire “veramente” il problema, andando oltre le prime cose dette dal paziente, all’attenzione per i dettagli nascosti, oggi li chiameremmo segnali deboli. E poi avere una visione olistica, perché le parti sono interconnesse e agiscono come un sistema complesso e perché a volte le cose non sono come appaiono all’inizio e spesso la soluzione che subito salta agli occhi non è quella giusta. Così non basta essere esperti in una sola branca, ma si deve capire l’organismo nel suo complesso per poter effettuare una diagnosi sensata. E ancora fare solo analisi mirate, avendo prima già una ipotesi, perché troppe analisi fatte senza una ipotesi portano solo a ridondanza di informazioni.

Beh forse dire che mi ha insegnato è un po’ troppo, era preso dal suo lavoro e dalla sua passione per la musica e non aveva molto tempo per me, per la famiglia. Tuttavia il suo esempio e i suoi racconti di lavoro mi hanno insegnato quello che poi è stato alla base del mio lavoro in azienda. In fondo non sono che un medico dell’organizzazione, una persona chiamata ad analizzare un organismo, capire le cause di un malessere e formulare una diagnosi corretta per poi individuare la cura.

Le analogie fra il percorso diagnostico del medico e dell’analista di organizzazione o del consulente sono notevoli.

Ma quello che proprio non avrei mai immaginato nella mia vita di esperto di organizzazione era di organizzare un concerto di musica classica. Un po’ perché, come ho già raccontato agli amici di Bloom, alla musica classica ci sono arrivato solo da poco e sempre, un po’ perché non ci avevo mai pensato e non era nelle “100 cose che vorresti assolutamente fare nella tua vita”.

Poi è nata l’idea di parlare di musica su Bloom, a cui sono seguiti degli incontri e pian piano si è delineata l’idea di portare la musica alla gente. Si perché oggi c’è una ampia offerta, almeno a Milano, ma devi sapere dove e cosa andare a sentire. Se non sei già un appassionato farai grande fatica a trovare qualcosa che incontri veramente i tuoi gusti e probabilmente ti limiterai alle cose più note, le Verdi, Vivaldi, Beethoven, Chopin. Molto più facilmente lascerai perdere e preferirai un programma in tv.

Penso che la musica classica possa invece uscire dal proprio ghetto e muoversi verso la gente, andando dove la gente vive e organizzando eventi e modalità di fruizione che siano aperti e facili da approcciare.

I percorsi di ascolto proposti su Bloom vanno in questa direzione e ad essi pian piano intendo affiancare altre proposte.

Il concerto si è tenuto a Turate, il 14 aprile scorso ed è stata una scommessa, portare la musica classica a persone che non sono esperti di musica classica, anzi per dirla tutta, che  in molti casi non avevano mai assistito ad un concerto e mai avrebbero pensato di farlo. Una scommessa vinta, visti i ritorni positivi avuti e le richieste di prossimi eventi.

Un passaggio fondamentale è stato l’incontro con Giulia e Jacopo, giovani musicisti che stanno eseguendo vie differenti, entrambe appassionati e disposti anche ad accettare la scommessa. Giulia ci ha portato i suoi musicisti dell’Ensemble Testori, Jacopo ha preso su di se l’onere organizzativo e artistico.

Il concerto aveva come titolo “da Vivaldi ai Beatles” volendo rappresentare, sia pure in modo molto sintetico, l’evoluzione musicale e permettere alle persone di comprendere come la musica classica abbia saputo produrre bellezza nei secoli, sia pure con stili e modalità differenti, e come sia ancora viva al giorno d’oggi.

L’esecuzione dei diversi brani era preceduta da un commento relativo al compositore o al brano stesso, mai di contenuto tecnico (non ne sarei capace)  quanto piuttosto preparati per dare  qualche spunto di attenzione e riflessione e collocare nel giusto contesto storico brano e compositore.

Alla fine grande soddisfazione nei musicisti per l’attenzione del pubblico e per i feedback positivi ricevuti sia da esperti che da neofiti.

Ed ora siamo partiti con l’organizzazione dei nuovi eventi per la stagione 2018-19, un’altra grande sfida, difficile ed entusiasmante.

Nel frattempo ecco nascere Classic Corner, una pagina Facebook che riprende alcuni dei temi trattati su Bloom e ne integra la proposta con le modalità tipiche di Facebook, un mondo che non amo, ma dove trovare le persone. L’idea di portare la musica alle persone passa anche attraverso l’individuazione dei luoghi dove le persone vivono e che frequentano, fra questi anche Facebook.

Il link per accedervi: https://www.facebook.com/classicorner/

In Classic corner troverete i video del concerto e altri contenuti interessanti, mentre su Bloom continuerà lo sviluppo di itinerari di ascolto, proposti in forma differente anche su Classic Corner.

A presto con altre iniziative

 

Nota tecnica chi si occupa di organizzazione e di project management: organizzare un concerto o un evento è di fatto un progetto, complesso e interessante. Di seguito una proposta di PM che ho cercato si seguire e in parte ho rielaborato ex post (si riconferma sempre il motto di Morin, “il metodo viene dopo”).

  1. Creare una vision, condividerla, lasciarla evolvere.
  2. Declinarla in obiettivi
  3. Procurarsi le risorse e le competenze necessarie
  4. Definire una piano di fattibilità
  5. Assegnare i compiti e dare empowerment alle persone
  6. Verificarne gli avanzamenti, ripianificando di continuo per adattare il proprio percorso alla realtà (senza illudersi di fare il contrario)
  7. Lasciare che le cose avvengano al momento in cui devono avvenire
  8. Comunicare, comunicare e comunicare, ma prima ascoltare, ascoltare e ascoltare.

Autore

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Consulente e facilitatore, lavoro per primarie aziende del settore dei servizi. Socio fondatore di Bloom

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