Contributi

L’epistemologia di Wobuma: fenomenologia e ontologia postmanageriale

di Gian Luca Rivalta 20 Marzo 2013

Questa parte del libro è dedicata particolarmente a chi, sulla Terra, nel corso degli anni ha manifestato un interesse, seppur, magari, imbarazzato e timido, verso alcune ipotesi metodologico-aziendali un po’ più “di frontiera” rispetto a quelle maggiormente titolate che proprio nel periodo compreso tra gli Anni ’80 e l’inizio del nuovo Millennio hanno impazzato nel campo del management aziendale… Si tratta di alcuni appunti relativi a certi argomenti e taluni concetti in parte già manifestati da Cube nelle pagine precedenti (il suo Diario) e che abbiamo cercato di riorganizzare con la speranza che potesse un giorno essere utile o, almeno, interessante, se non addirittura divertente. Speriamo, inoltre, che le pagine seguenti vengano prese per quello che sono… senza alcuna garanzia di validità terrestre e senza alcuna responsabilità attribuibile ad esse, o agli autori di questo libro o dei metodi in esso descritti, circa la loro utilizzazione in campo economico reale al di fuori dell’Excelandia… A giudicare dal tono delle frasi e delle trattazioni qui raccolte, l’Autore sembra finalmente essere prossimo ad un livello significativo di comprensione degli insegnamenti del suo Maestro 4D Wobuma, oppure semplicemente più vicino a qualcosa di simile alla saggezza manageriale… Questo ci fa forse sperare in una sorte meno nefasta delle apparenze per il nostro personaggio, o almeno a ritenere che in qualche modo il suo ragionamento sia proseguito da qualche parte e nel tempo?… Forse…

[…]

) il Mondo economico… Il mondo economico aziendale è un sistema fenomenico, fenomenologico e tecnologico globale che pervade l’intera biosfera ed è funzionale ad essa… Questo è plausibile, in quanto chi sta ragionando sulla Biosfera (chi l’ha creata come concetto degno di considerazione) è esattamente chi la vive e contribuisce ad essa secondo la mediazione dell’intelligenza umana e, cioè, l’essere umano

) il Mondo economico aziendale si manifesta attraverso un sistema di “azioni tecniche” su “risorse economiche”… azioni (tecniche), anch’esse considerate di tipo economico in quanto esse stesse sono osservabili come risorse economiche… azioni che sono svolte dagli attori sociali attraverso la mediazione di particolari sottosistemi dello stesso tipo del sistema considerato (il sistema economico aziendale)… dovremo poi esaminare questi sottosistemi anche nella loro qualità, certamente più esatta sul piano epistemologico, di “viste parziali”,… viste locali del sistema superiore di cui fanno parte integrante… Questo è un necessario vincolo di coerenza della fenomenologia socio-economica postmoderna!

) l’intero sistema economico si origina, si giustifica e si sostiene in base al lavoro umano, lavoro che deve sottendersi a tre funzioni fondamentali sottese a loro volta alla continuità del sistema stesso (in quanto elemento abilitante necessario al funzionamento equilibrato ed armonico del sistema sociale nel suo complesso). Tali fondamentali funzioni vengono riferite in gruppo con il nome di “Funzioni di wobuma”:

  • la realizzazione delle trasformazioni ambientali: la continua produzione e ri-produzione di configurazioni adeguate a fronte del continuo consumo di configurazioni idonee, in base alla guida fornita da specifici obiettivi e al contenimento basato su determinati vincoli… In sostanza,… il Lavoro produttivo

  • lo svolgimento della contabilità di sistema: il “presidio paretiano” della congruenza tra efficacia ed efficienza delle trasformazioni ambientali, donde la precisazione della particella linguistica “di sistema”; in particolare, la verifica del raggiungimento degli obiettivi di produzione/ri-produzione (nel seguito indicate entrambe indifferentemente con “produzione”) nel rispetto dei vincoli di consumo. Cioè,… il Lavoro amministrativo…

  • il mantenimento della idoneità adeguata: la conduzione della fondamentale Legge della varietà necessaria, attraverso la creazione e la promozione di nuove opportunità di sopravvivenza e sviluppo; in particolare, l’individuazione e formulazione dello scopo, la definizione della strategia e la determinazione degli obiettivi delle trasformazioni ambientali ed individuali operate dal sistema… Si tratta del Lavoro imprenditoriale…

) l’architettura del sistema economico è di tipo ologronicofrattuale (Paper, Wobuma lo chiama “paradigma hoft”): si tratta di una affermazione di comodo, dato che in realtà noi possiamo solo affermare che, probabilmente, è la (nostra) percezione che abbiamo di questa architettura, quando decidiamo di intravederla in gioco, ad essere di tipo hoft… il “paradigma” HOFT costituisce un caposaldo epistemologico ed organizzativo del postmanagement che pone al centro delle nostre analisi l’architettura ricorsiva (“più che frattale”) del sistema (di osserv-azioni). Il sistema economico viene così indagato secondo l’analogia del frattale, dell’ologramma, dell’olone, della virtualità e della ipertestualità. Grazie al paradigma HOFT è possibile trasferire la complessità della realtà tecnico-economica (aziendale, di mercato)1 al modello atto a descriverne la fenomenologia e ad amministrarla. Il modello HOFT provvede a “sagomare” la fenomenologia tecnico-economica secondo verosimiglianze organizzative e combinatorie… che impostano le distinzioni giuste e necessarie…

) devo ricordare a questo punto (non è vero caro Diario?!?)… la considerazione fondamentale che qui si tratta esclusivamente di un modello descrittivo ed operativo (e non una teoria completa) dei fenomeni economici e, pertanto, occorre sottolineare l’importante separazione esistente tra la “mappa” che cerchiamo di disegnare e il “territorio” che desideriamo studiare e manipolare,… percorrere, per mezzo di essa. Il fatto che quelli che in seguito chiameremo “sistemi economici aziendali” o “sistemi economici” (per eccesso di… comodità) o “sistemi aziendali” (intendendo con ciò indicare in prima analisi cose che conosciamo normalmente come “aziende”, “uffici”, “mercati”, ecc.) altro non sono se non nostre costruzioni mentali,… ipotesi, in cerca di consensualità paradigmatica nella comunità economico-aziendale… Ecco lo spirito costruttivista del management postmoderno radicale di Wobuma (!!)… che lega ogni sistema “black box” osservato (e, in particolare, la sua organizzazione interna ed interazionale) alle caratteristiche proprie di chi costruisce l’osservazione (che per coerenza di linguaggio abbiamo chiamato a volte “osservatTore”, invece che “osservatore”, proprio per sottolinearne l’attiva azione cognitiva)… [chiedere a Wobuma di correggere queste definizioni…]2

) gli attori sociali, individuali o collettivi, agiscono senza soluzione di continuità localmente e al contempo globalmente “nel” sistema economico e aziendale… Essi operano cioè, in qualsiasi momento, su un “sottosistema” limitato… una “vista locale”… una “vista”,… un ambito particolare del sistema complessivo preso a riferimento…

) questa vista particolare, a qualsiasi livello e dimensione di orizzonte si ponga, viene considerata come un sistema cognitivo3 circoscritto (ma non troppo!!)… il suo nome è Nice Satisfactory… Facendo un parallelo… dobbiamo farlo Paper (!)… con la tradizionale concezione economica, aziendalistica e manageriale… la Nice Satisfactory può coincidere virtualmente, per esempio, con un’azienda, un ufficio, un mercato o un singolo posto di lavoro… Uhm… anche se non necessariamente deve considerarsi un’azienda, un ufficio, un mercato o un singolo posto di lavoro… Il cosiddetto “modello della Nice Satisfactory” si combina efficacemente con il paradigma HOFT permettendo di studiare e gestire qualsiasi sottosistema isomorfo del sistema economico in base al medesimo schema architetturale, quello appunto della NS (il modello interpretativo ed organizzativo “meglio” candidato dal Postmanagement)

)4 una ipotesi fondamentale del “nuovo” sistema epistemologico aziendalistico e mercatistico sta nelle proprietà “ecologiche”… o almeno simil-ecologiche che questi sistemi e sottosistemi tecnico-economici sembrano manifestare… Wobuma… aiutami… … … Paper… L’assimilazione dei sistemi aziendali a delle “ecologie” non deriva più come immaginato agli inizi delle mie allucinazioni postmanageriali… non deriva, cioè, “molto” dal fatto di appartenere essi stessi alla classe dei sistemi sociali da cui possono ereditare le proprietà autopoietiche5… Di fatto, almeno per Wobuma, le Nice Satisfactory non sono raggruppamenti organizzati di attori sociali (che sarebbero pure loro degli attori sociali, di tipo collettivo o corporato)… Sai, Paper,… ho molto riflettuto su questo… secondo me, ora, in ambito economico, volendo affrontare la questione manageriale in termini di “tecnologia superiore”6 (mix di popolazione tecnologica e popolazione umana operanti in simbiosi ecologica), conviene considerare il particolare “sottosistema aziendale” del “sistema economico” (che, quest’ultimo, è un sottosistema sociale7) come l’insieme organizzato e combinatorio delle “azioni aziendali” (svolte cioè da enti di tipo aziendalistico o mercatistico, a loro volta appartenenti alla classe delle Nice Satisfactory) o il raggruppamento di aziende… Nella loro sostanza formale le NS “sono fatte” di carne umana e altre macchine (destinate a morire)… Nella loro forma sostanziale sono involucri concettuali (orientati a sopravvivere). Lo so, amico mio… così emerge una delle più assurde ipotesi rivoluzionarie della nuova dottrina economica… l’esistenza di una popolazione aliena (attributo che non sarebbe invece valido per sottosistemi appartenenti alla classe dei sistemi sociali, poiché non estranei per necessità e virtù alla natura umana e psico-sociale)… Allora emergono a questo punto almeno due importanti conclusioni,… veri e propri capisaldi di un nuovo ragionamento sulla vita aziendale:

  • i sistemi aziendali di cui dispongono gli attori sociali costituiscono una popolazione tecnologica di tipo autopoietico, composta di unità variabilmente aggregate, anch’esse di tipo autopoietico, isomorfe8 tra loro e rispetto al macrosistema aziendale (che assieme alla “parte”, o popolazione, umana, entra a pieno titolo nel sistema economico di tipo sociale). Ciò ci permette, d’altra parte, di pensare ad essi (ai sistemi aziendali, Paper…) in termini di vere e proprie “macchine allopoietiche”, cioè di attrezzature, device ed automatismi al nostro servizio per lo svolgimento dell’azione economica, parte fondamentale dell’azione sociale, elemento centrale della vita umana9… Questo potrebbe essere, entro limiti di utilità tollerabili dal punto di vista epistemologico… un modo per svincolare le preoccupazioni dell’attore sociale sul piano dell’etica degli affari, visto che la popolazione aziendale (al nostro servizio) è dotata di propria autopoiesi (a tutela della propria conservazione in vita) e, quindi, di propri meccanismi auto-correttivi ed auto-organizzanti in qualche modo correlati, almeno sul medio-lungo termine, con tutte le istanze di chi (popolazione umana) le aziona, le “manovra”, le fa funzionare, permette loro di esistere… Questo modo di vedere le cose può semplificare di molto, nelle nostre intenzioni, l’annoso e cruciale, oltre che ineludibile e non trascurabile, problema etico della responsabilità sociale di chi “fa affari” (e cioè di tutti gli esseri umani, indistintamente, indipendentemente dalle reali condizioni di ricchezza economica e di dotazione materiale e concettuale)… tutto così diventa finalmente automatico10… [che figata… Paper?!?…]

  • i sistemi aziendali, per come li vediamo noi per mezzo delle lenti del “bisturi sincronico” della nuova epistemologia di Wobuma, costituiscono la loro popolazione (che rappresenta una tecnologia superiore per l’attore sociale) in senso ricorsivo (cioè, “ad elevata omologia interna”)… mi sembra che proprio da questa osservazione derivi il paradigma Ologronicofrattuale (hoft) che contribuisce, quando se ne afferra il senso, ad un drastico ridimensionamento della complessità del discorso aziendale, arrivando anche a ridurre le complicazioni derivanti da numerose incongruenze, divergenze e antinomie linguistiche che sovrastano e “impantanano” i fenomeni economici quando considerati dal punto di vista della scienza economica ortodossa e dalla dottrina manageriale moderna e tardo-moderna

) ogni Nice Satisfactory… azienda,… mercato… cellula organizzativa economica e tecnica… ogni Nice satisfactory (ns) costituisce un sistema autopoietico a cui i soggetti umani (e in un certo senso le altre ns) attribuiscono,… così sembrerebbe, a guardare bene le cose,… uno o più scopi “allopoietici”… una cosa che Wobuma chiama “allomission”… in riferimento a questi molteplici scopi “esterni”… Ecco come essa si distingue dall’altro tipo di mission aziendale:

  • una allomission consiste nell’incontro tra la “tentata” idoneità che i prodotti derivanti dall’esistenza della NS generica (la NS medesima e altri oggetti “di scarto”) e la tentata adeguatezza che alcuni attori possono manifestare nell’ambiente di riferimento; in parole semplici, essa consiste nell’insieme di scopi, strategie e obiettivi che correlano taluni di questi prodotti (“prodotti di scarto”) con la loro accettabilità nel “mercato”, in qualità, quest’ultimo, di una sorta di “discarica commerciale”. Ad ogni NS può essere associato un insieme (anzi, un sistema) variabile di allomission, una o più per ogni suo “incontro teleologico”… Cioè, un’azienda può “servire” (essere funzionale) a più persone o gruppi di persone secondo diversi punti di vista e con motivazioni particolari

  • l’automission consiste nella ricerca del continuo miglioramento di questa idoneità e dei tentativi di realizzarla, al fine di garantire la continuità autopoietica e, cioè, la vita della NS. Per ogni data NS, di automission, come “mamma di tutte le mission”… ce ne è una sola… E non va confusa con un suo aspetto particolare che, possiamo ancora chiamare, per ora, Regime di Qualità Totale…

) per essere il più completamente presidiata, poiché elemento funzionale al perseguimento di specifici obiettivi umani, una ns viene osservata da diversi punti di vista (POV11) tra i quali occorre in prima analisi ricordarne tre: POV concettuale, POV logico e POV fisico

) sul piano concettuale, una ns, poiché concepita come un sistema vivente, sviluppa un unico grande processo autopoietico che possiamo assimilare ad un processo metabolico (il sistema aziendale autopoietico è per definizione vivente)

) il processo metabolico della ns si realizza attraverso tre grandi tipologie di funzione, o macro-funzioni… le “funzioni WoBuMa”:

  • la funzione “esecutiva” (Work, Wo): sono quelli che… “si fanno il culo”… che fanno il lavoro sporco…

  • la funzione “imprenditoriale” (Business, Bu): quelli che hanno le idee, che creano nuove opportunità… e che ci mettono la faccia (con la “passione per il rischio”)…

  • la funzione “amministrativa” (Management, Ma): chiamarli semplicemente “conta fagioli” può essere riduttivo, anche se rende l’idea… qui però si tratta di pianificazione e di controllo… a tutto tondo…

) le tre macrofunzioni metaboliche interagiscono entro uno schema concettuale che chiamiamo VSN (Value and Service Network), una sorta di “mercato”, comunemente inteso in senso moderno, entro cui si organizzano e si realizzano dei processi di scambio economico consistenti nel trasferimento tra una NS e un’altra non tanto di veri e propri oggetti intesi come aggregati termodinamici (materia, energia, azione-forza) caratterizzati da significati consensuali -economici-, quanto piuttosto di “gettoni” (token) indicanti una specifica autorità di accesso a tali oggetti, oggetti che una volta “usciti” dall’azienda ritornano di competenza esclusiva dell’Ambiente dal quale derivano, arricchiti dal valore che il “mercato” gli attribuisce in seguito alle trasformazioni che, sempre il mercato, riconosce nel bene e nel male come operate dalla NS… L’intero sistema economico-aziendale, quale macro-organismo vivente, si realizza come (e per mezzo del) raggruppamento di azioni tecniche ed economiche appartenenti alle cosiddette “tre categorie di Wobuma” che, per analogia antropomorfizzante, possiamo azzardarci ad assimilare alle funzioni di psiche e soma di un organismo umano. In particolare, l’aspetto psico-somatico dell’analogia antropomorfizzante lega la funzione Work all’apparato digerente e motorio del corpo animale (umano), la funzione Business al suo sistema cardiocircolatorio, alla “mente irrazionale” ed all’inconscio, mentre la funzione Management è equiparata al sistema nervoso centrale ed alla “mente cosciente” e razionale…

Così funziona anche per ogni sottosistema del sistema globale citato, fino al livello organizzativo più elementare. Questo è uno schema di funzionamento aziendale, anzi “tecnico-economico”, secondo il modello della niceSatisfactory

) il VSN interno ad una niceSatisfactory costituisce sul piano concettuale il gruppo di funzioni vitali per la NS. Per l’analogia con il sistema vivente biologico, occorre che ognuna delle tre funzioni concettuali sia “implementata” attraverso uno specifico organo (con ridondanza ologrammatica o “di delega multidisciplinare” o interorganizzativa) o, più verosimilmente, attraverso una popolazione ridondante di organi dello stesso tipo (o comunque atti a svolgere la funzione richiesta: ridondanza omologa, o “di delega specializzata” o settoriale). Nel corpo umano, per esempio, la circolazione sanguigna rappresenta una (sotto)funzione svolta da un muscolo specializzato, il cuore; ma in casi estremi, il compito del cuore organico e biologico può essere svolto da uno strumento inorganico (per es. nei casi di “circolazione esterna” durante alcune importanti operazioni cardiochirurgiche)12. L’analogia estrema ci permette di dire che ognuna delle tre funzioni di wobuma può essere svolta da altrettante popolazioni di “motori” atti a svolgere il lavoro necessario: con la relativa specializzazione di tipo Work, Business o Management

) i “motori wobuma” consistono sempre e comunque di una qualche componente umana, coadiuvata o meno da opportuni utensili e/o attrezzature di amplificazione senso-motoria, intellettuale ed inferenziale. Al momento mi risulta infatti difficile immaginare un mondo in cui il sistema economico sia abitato da NS la cui funzione Business (imprenditoriale), almeno, sia realizzata esclusivamente attraverso macchine non-umane13

) come fondamentale precisazione, affermiamo ora quanto segue:

  • la reale dinamica del sistema economico globale è realizzata dagli “affari” che gli attori sociali (gli esseri umani) “fanno” solo ed esclusivamente tra di loro: non esistono relazioni di affari (comunemente intesi), come relazioni cliente/fornitore, tra esseri umani e niceSatisfactory

  • gli attori sociali “fanno affari” tra di loro, al fine di acquisire l’accesso temporaneo a specifici oggetti di interesse, solo ed esclusivamente per mezzo di (pilotando le) niceSatisfactory

  • le relazioni che legano tra loro le niceSatisfactory entro schemi organizzativi di tipo VSN sono relazioni cliente/fornitore -client/server- e per loro tramite esse si scambiano l’accesso a taluni oggetti di interesse necessari al loro metabolismo

  • gli attori sociali (che nel seguito chiameremo anche attori wobuma) acquisiscono l’accesso agli oggetti necessari dalle NS14, con le quali intrattengono rapporti simbiotici -relazioni padrone/schiavo, Master/Slave- come equo corrispettivo per la cessione di lavoro umano. L’autorità d’accesso necessaria, in ogni caso, viene stabilita e deliberata preliminarmente per tramite di un altro attore wobuma che a sua volta interagisce con le medesime NS. Occorre chiarire con maggior precisione come avviene in realtà l’accesso umano agli oggetti economici (mezzi, risorse) mediante quali e quante NSs da lui “manovrate” e/o correlate in un qualche rapporto di interazione “basata su scopi”

  • in un certo periodo di tempo, un attore sociale può interagire con una o più NS in modo non esclusivo (anche se a volte privilegiato) così come in modo non esclusivo egli può fornire alla NS generica (nella relazione Master/Slave che li lega) una combinazione qualsiasi delle tre specialità lavorative (labour): work, business, management

  • le NSs sono, in definitiva, le “presidiatrici” del patrimonio naturale di oggetti economici e di quello artificiale (prodotto a partire dal naturale e/o da esso stesso) e solo attraverso di esse può aversi l’autorità ad accedervi da parte degli esseri umani (per i quali, pertanto, sembra svanire l’opzione della “proprietà privata”15 di qualsiasi bene). Essendo le NS sottoposte ad un monitoraggio da parte del sistema Management della NS più grande con cui sono correlate, è evidente che la contabilità ecologica complessiva (entro quest’ultima) è sempre garantita o, perlomeno, sorvegliata,… cosa impensabile, invece, in una concezione tecnico-economica che si riferisce direttamente all’azione degli attori umani non mediati dal “mezzo contabile”…

) emerge meglio ora, ancor di più, la caratteristica ricorsiva del modello della niceSatisfactory che però va attentamente precisata in base al punto di vista adottato (concettuale o concreto):

  1. la NS generica (a qualsiasi livello si ponga) è un oggetto di tipo primariamente concettuale, entro i cui schemi, in realtà, non si evidenzia una vera e propria frattalità organizzativa, poiché essa è semplicemente costituita da uno spirElem (“elemento spirituale della stakeholdership”) e da un VSN (“psico-soma funzionale tripartito”)

  2. la NS conclamata dal punto di vista concreto, fisico, le cui funzioni metaboliche vengono assolte da altre NS concrete (che di fatto entrano a far parte del corpo termodinamico, della manifestazione concreta, della prima NS)16, evidenzia finalmente una struttura ricorsiva più o meno profonda.

Precisazione: ai fini della praticità epistemologica ed operativa, possiamo considerare come ricorsiva anche la NS concettuale, sebbene la sua scomposizione di massimo livello individui due sottosistemi affatto simili o confrontabili. Trattasi infatti di un sottosistema che non contiene “funzionalità NS” minori e di uno che invece può a sua volta immaginarsi come composto da funzioni NS annidate. Proviamo allora ad immaginare lo spirElem17 (il primo dei due sottosistemi individuati) come l’aggregato delle proprietà emergenti (sinergia) dalle relazioni intrattenute dalle NS che rientrano nel secondo sottosistema individuato (il VSN)… come una sorta di “noosfera locale”… Questa ipotesi, del resto, trova validità nel fatto che lo spirElem stesso serve al presidio in equilibrio ed armonia delle diverse istanze che emergono, appunto, dalle componenti del VSN che in esso interagiscono perché motivate da elementi teleologici tra loro compatibili

) è evidente, ormai, sebbene i modelli cibernetici proposti da Wobuma sembrino oltremodo freddi ed asettici,… è assodato, quindi, che a fianco del VSN occorre includere nel dominio concettuale del modello di ns anche un elemento “spirituale”… Wobuma lo chiama “spirElem”, che ci sembra essere il centro di preoccupazione per la garanzia degli interessi di tutti gli attori coinvolti,… nei loro ruoli molteplici e simultanei di stakeholder della ns considerata… Per utilizzare il riferimento fatto più sopra circa le proprietà ecologiche delle ns, diciamo che lo spirElem costituisce il centro astratto di convergenza teleologico… un po’, caro Paper,… facendo le dovute proporzioni in onore del sempre troppo trascurato principio di cautela,… un pochino come… la mano invisibile di Adam Smith…

) le tre funzioni metaboliche WoBuMa si suddividono in ulteriori 9 sottofunzioni secondo uno schema… [che non ho ancora ben capito, caro Paper… Wobuma usa uno strano diagramma… un simbolo…]18

) considerate dal punto di vista termodinamico (fisico), le funzioni individuate agiscono svolgendo la “trasformazione di oggetti” di natura economica, che in quanto sottoposti all’azione tecnica umana e/o automatica, vengono chiamati “oggetti aziendali” (bizObj). Tra gli oggetti aziendali occorre comprendere, poiché suscettibili di definizione economica, le stesse funzioni, le attività di trasformazione e le ns stesse… almeno credo…

) attraverso il loro operato sugli oggetti aziendali le funzioni WoBuMa (wbm), complessivamente (e cioè, per espressione del VSN, in base alle istanze teleologiche e creative dello spirElem), garantiscono il mantenimento in vita della ns considerata (cioè, la ri-producono continuamente in quanto sé stessa)

) tutti gli oggetti trasformati dalle funzioni wbm sono di natura termodinamica (materia, energia e forza… o azione,… variamente aggregate). A cura dello spirElem (per una ns generica a qualsiasi livello d’osservazione ci si ponga) è realizzata qualcosa che… per ora devo chiamare “superfunzione ermeneutica aziendale”, ma che non so bene… cosa intendesse Wobuma… Questa superfunzione… consiste nell’attribuzione consensuale di significato agli oggetti trasformati dalle funzioni wbm e alle trasformazioni medesime19. Rientra nella funzione ermeneutica aziendale l’amministrazione di un particolare oggetto aziendale (semantico): l’informazione. Ecco un punto cruciale della filosofia manageriale di Wobuma,… aspetto che riguarda il ruolo dell’oggetto aziendale “informazione”…, infatti, come ama ripetere lui, l’informazione in quanto risorsa economica, per come l’intendiamo con grande enfasi oggigiorno nella Excelandia,… in realtà… non esiste poiché essa è per definizione un oggetto dinamico e intangibile; essa consiste nel prodotto della percezione del sistema vivente che rileva, entro un contesto sincronico, una qualche perturbazione, che chiamiamo “dato sensoriale” o più semplicemente “dato”, la quale è perciò mediata da specifici organi di senso e quindi “si” presenta (o ripresenta, nel caso di memorizzazione fattibile su supporti compatibili e a “tolleranza” adeguata) al soggetto percettivo (osservatTore) come simbolo o segno… Va da sé che tutti i dispositivi tecnici a supporto del trattamento di questi dati, al fine di garantire la più adeguata interpretazione informativa degli stessi da parte della ns, devono essere a loro volta progettati, realizzati e mantenuti con il massimo allineamento allo scopo loro attribuito. L’approccio “informazionale interno sincronico” di Wobuma ci permette di realizzare una maggiore potenza semantica e pragmatica all’interno delle ns, anche in considerazione del “riutilizzo” informativo di una unica fonte di dati e del valore informativo della “lettura tra le righe” di quei medesimi dati… Tra le righe,… Diario caro…

) dal POV (punto di vista) termodinamico, cioè sul piano della manifestazione concreta, fisica, un generico VSN appare a livello macroscopico come un “sistema organizzato”, ma approfondendo l’analisi, indagando all’interno di ognuno degli n (3, 7, 9, 21, ecc.) sottosistemi funzionali, vediamo che a loro volta essi possono esprimersi come “popolazioni mono-funzionali’’ e, cioè, come veri e propri “sistemi combinatori”20… … …

) in virtù del paradigma HOFT, ognuno dei sottosistemi funzionali del generico VSN, tornando ad un più alto livello di astrazione (esimendoci per ora dalla considerazione della sua natura combinatoria, il che ha conseguenze sistemiche tanto importanti quanto, purtroppo, non così ovvie)21, viene osservato come se fosse una Nice Satisfactory a sua volta e, quindi, composta da uno spirElem “locale” e da un ulteriore VSN…

) considerazioni analoghe vanno fatte verso maggiori livelli di scomposizione organizzativa e/o verso maggiori livelli di aggregazione. Verso il basso si perviene ad un livello massimo di scomposizione al di sotto del quale lo schema HOFT cessa di essere applicabile, così come accade (almeno in termini epistemologici concretamente operativi) se ci volgiamo verso l’alto…

) in effetti, queste due limitazioni (lower e upper bound del dominio di applicabilità HOFT) pongono un chiaro limite alla valenza analogica del paradigma HOFT e, così, come abbiamo detto altrove essere un modello “più che frattale”, dobbiamo anche precisare la sua natura di modello “quasi frattale” e, cioè, di ampiezza non infinita… ma molto utile…

) le tre funzioni della Nice Satisfactory riguardano un processo che è tipicamente cognitivo e che ha a che fare con la percezione, il pensiero cosciente e l’azione… e in qualche modo ci aiuta a capire perché le aziende hanno bisogno degli esseri umani, ma anche perché esse sono il terreno ideale per l’espressione del talento umano, la cui natura potrebbe consistere in un mix di “propensioni” (attitudini) di tipo Work, Business e Management… Il metodo postmanageriale associa alle tre funzioni cognitive proprie dell’azienda altrettanti sottosistemi di presidio (sistemi delegati alle funzioni aziendali)22 e li abbiamo già intravisti più volte:

  1. Percezione: Business (BU), dato che si tratta di una funzione di tipo “imprenditoriale” preposta ad individuare opportunità di adeguatezza ed eventualità di rischio, ai fini del mantenimento in vita dell’azienda

  2. Pensiero: Management (MA), trattandosi di una funzione di tipo “amministrativo” rivolta alla definizione di piani ed alla loro verifica rispetto alla produzione aziendale realizzata in base alle indicazioni di opportunità e rischio originate dal sistema business

  3. Operazione: Work (WO), in quanto essa corrisponde al concetto tradizionale di lavoro esecutivo, cioè guidato da programmi e piani e consistente in modo concreto nel produrre, movimentare, ecc…

I dettagli,… la prossima volta…

Sono tutto sudato…

Ciao Pap…

[Riprodotto da Gian Luca Rivalta, L’incubo del sogno economico. Dubbi profondi, luminose speranze e oscuri presagi nel fantastico mondo di Excelandia, Prima ed., dicembre 2012; titolo originale del capitolo: L’epistemologia di Wobuma: fenomenologia e ontologia postmanageriale. Ovvero,… sulla vera natura dell’azienda vivente e di che cosa non abbiamo ancora capito nell’Excelandia proprio dell’essere vivente aziendale (2)… e una qualche spiegazione del rapporto tra aziende ed essere umano…; http://www.facebook.com/LincuboDelSognoEconomico]


1 Nella [r]evolutionary Æconomics è ormai matura l’idea di azione tecnica ed economica che pone un parallelo tra il punto di vista postmanageriale e quello tradizionale: l’azione tecnica riguarda l’aspetto “azienda” della niceSatisfactory, mentre l’azione economica di scambio riguarda l’aspetto “mercato” della NS. Una NS è sia azienda sia mercato, secondo la concezione che l’ortodossia economico-manageriale ha di questi due concetti… Per noi, sia le aziende sia i mercati sono NS… Non ha più senso distinguere tra i due concetti, o quasi… altrimenti potremmo “gettare via” quelle due parole, liberando finalmente il nostro linguaggio… il sogno… [Nota originale di Cube…]

2 Tenero… e insicuro Cube… “poor little Cube”… [parafrasi, nostra, di Poor Little Alfie, Robert Wyatt… ndc]

3 In diversi altri frammenti ancora da elaborare, Cube si è interrogato sulla necessità effettiva che il sistema aziendale sia di tipo cognitivo (e vivente). Una volta ha scritto che l’azienda costituisce il “traduttore” e al contempo il “trasduttore” interposto tra la vita umana (bio-psico-sociale) e la fenomenlogia (o vita) tecnico-economica… Parla delle aziende e dei mercati in termini di entità dotate di facoltà cognitive e di attributi vitali, dato che manifestano, agli occhi umani, comportamenti intelligenti (cioè afferenti ad una qualche forma di “intelligenza incolore”, come la chiama lui), manifestazioni e comportamenti teleologicamente orientati alla sopravvivenza. Cube cita altrove nei suoi scritti il fatto che una NS è viva sempre e solo quando azionata dal lavoro umano (quindi una NS è tale, per definizione, al livello più elementare della ricorsione, se a quel livello c’è del lavoro, lavoro messo in atto da una o più persone) ed è viva proprio per questo motivo… [ndc]

4 E qui Cube parte in quarta!! [ndc]

5 Cfr. Niklaus Luhmann…

6 Milan Zeleny, op. cit..

7 Cfr. L. Gallino (diretto da-), Manuale di sociologia.

8 <<La parola isomorfismo si usa quando due strutture complesse possono essere mappate una nell’altra, in modo che per ogni parte di una struttura c’è una parte corrispondente nell’altra struttura, dove corrispondente significa che le due parti giocano ruoli simili nelle loro rispettive strutture>> [Wikipedia (IT), citando Douglas R. Hofstadter, op. cit..]

9 A questo punto della frequentazione delle pagine di Paper, possiamo ritenere che davvero la vita aziendale sia per Cube e Wobuma un aspetto fondamentale e pervasivo della vita umana, ma dubitiamo ancora, invece, del fatto che essa ne sia lo scopo… spero che questo sia chiaro… [ndc]

10 <<Legge num. 1: “Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno”. Legge num. 2: “Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non contravvengano alla Prima Legge”. Legge num. 3: “Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questa autodifesa non contrasti con la Prima o con la Seconda Legge”>>. Abbiamo rivenuto questa citazione su un pezzo di carta che era presente tra altri fogli di appunti di Cube tenuti assieme da un elastico multiforme… Evidentemente fa riferimento alle “Tre leggi della robotica” formulate da Isaac Asimov nei suoi racconti di fantascienza… Evidentemente c’entrano qualcosa con la simbiosi allopoietica tra la popolazione umana e la popolazione aziendale e di questo voleva, forse, parlare, in altro modo, appunto, Cube al suo Diario. Ma il velato senso di questa coincidenza, non sembra contraddire in qualche modo l’idea di fondo che, secondo il Postmanagement, ognuno in azienda (e con essa) ci fa quello che vuole? Cioè, che il business può essere sia “buono” che “cattivo”?!?… [ndc]

11 Point Of View. [ndc]

12 <<Ma e’ possibile fare anche una analogia collegata al discorso dei sistemi informatici client/server, per i quali può essere utile creare dei veri e propri “cluster” di server tutti svolgenti la medesima funzione al fine di compensare eventuali interruzioni di uno di essi (auto)attivandone rapidamente un altro in grado di sostituirlo, oppure suddividendo tra essi il carico dei diversi client (secondo opportuni ed efficaci protocolli di “load balancing” e di “mirroring” tra e delle diverse istanze di server)>>. [Nota originale di Cube…]

13 Questa affermazione di Cube, rispetto al progresso tecnologico che sempre più arriverà ad automatizzare “nell’acciaio” e “nel silicio” le funzioni strettamente operative ed algoritmiche (tipiche del Work e del Management), potrebbe ventilare un destino esclusivamente “Business”, o “imprenditoriale”, degli abitanti della razza umana di Excelandia?!?… Ipotesi davvero interessante, sotto diversi punti di vista… [ndc]

14 <<Tempo fa avrei aggiunto la precisazione che tale accesso può essere “attuale” o “relativo nel tempo” dato che l’interazione può essere funzionale ad un bisogno immediato (p.es., percepire come retribuzione una liquidità necessaria al pagamento delle spese correnti di casa) oppure differito o prevedibile nel futuro… Pur già pensando che la “retribuzione da lavoro” o altre forme di remunerazione umana “da parte delle aziende” non consistesse solo nel denaro, non mi ero mai spinto al punto da ritenere che il denaro fosse di fatto un altro semplice esempio di oggetto al quale l’interazione aziendale (degli umani) fornisce l’accesso… E quindi associavo, in un certo senso, l’essere relativo nel tempo del bisogno da soddisfare agli aspetti tipici del denaro, aspetti che tradizionalmente ce lo fanno considerare come profondamente diverso dagli altri oggetti economici. Ma basti pensare, come minimo, che anche esso viene commercializzato!!>>. [Nota originale di Cube] Che cosa intendeva forse dire Cube con questa precisazione in calce al suo scritto?!? Che non esistono bisogni futuribili e un oggetto (il denaro) che costituisce il potenziale di soddisfazione futura degli stessi?!? In riferimento, per esempio, alla sua caratteristica di essere più facilmente manipolato e trasportato degli altri beni?… Pensando cioè ad esso come ad una sorta di scorta di dotazioni,… di “borraccia di potere d’acquisto” da usarsi per bisogni che si avranno in futuro?!? Oppure che il denaro è “ciò” che si desidera subito e quindi l’accesso maturato dal lavoro in azienda è sempre rivolto all’immediato, all’attualità dei bisogni?!?… O forse vuol dire entrambe le cose,… o sono più di una?!? [ndc, confuso…]

15 Per pura convenienza ed auspicata praticità, tralasciamo in questa sede il pantano di qualsiasi disquisizione relativa al concetto di proprietà privata. <<Gesù disse loro: “Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma”. […] Mentre usciva per mettersi in viaggio, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: “Maestro buono, che cosa devo fare per avere la vita eterna?”. Gesù gli disse: […] “Tu conosci i comandamenti: Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non dire falsa testimonianza, non frodare, onora il padre e la madre”. Egli allora gli disse: “Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza”. Allora Gesù, fissatolo, lo amò e gli disse: “Una cosa sola ti manca: và, vendi quello che hai e dallo ai poveri e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi”. Ma egli, rattristatosi per quelle parole, se ne andò afflitto, poiché aveva molti beni. Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: “Quanto difficilmente coloro che hanno ricchezze entreranno nel regno di Dio!”. I discepoli rimasero stupefatti a queste sue parole; ma Gesù riprese: “Figlioli, com’è difficile entrare nel regno di Dio! È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio”. E molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi i primi”>>.

[Vangelo di Marco, 10, 5-31; Rif.: http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PUQ.HTM]

16 <<Chiedere a Wobuma se è possibile assimilare la concretezza bio-fisica delle NS al concetto di “struttura dissipativa”>>. Evidentemente, Cube intendeva riferirsi alle cosiddette “strutture dissipative” formulate dal chimico russo Ilya Prigogine, nobel per la chimica. [ndc]

17 Si vedano i punti seguenti…

18 Questo appunto è molto stringato e anche un po’ ermetico, ma sembra parlare abbastanza chiaro… Lo schema tripartito della NS e la suddivisione in 9 sottosistemi, oltre ad alcuni riferimenti un po’ “civettuoli” che Cube fa nei suoi discorsi a Paper, ci hanno convinti ad avviare tempo fa un nuovo filone di ricerca per approfondire l’ipotesi di un collegamento tra il modello organizzativo postmanageriale e il modello dell’Enneagramma o qualcosa di analogo e simile (si veda altrove in questo libro e tra le sue note). Una potenziale prova della significatività di tale ipotesi sembra anche giungere da un frammento del Diario, ripreso in più punti su altre sue pagine, in cui Cube afferma, d’accordo con il suo maestro Wobuma, che l’azienda (o più in generale l’organizzazione economica) costituisce, allo stato delle conoscenze in Excelandia, il principale mezzo ed il più naturale che l’Umanità ha per esprimere il talento dei suoi individui. Come dire, in certo senso, “la persona giusta nel posto giusto al momento giusto”… [ndc]

19 Sicuri che qualche altro estratto delle pagine inedite del Diario potranno essere utili alla comprensione di questi appunti, ma anche con una lieve velatura di sadismo, vi riportiamo che, secondo Cube, <<l’organizzazione della Nice Satisfactory (NS) fornisce, per così dire, una “interpretazione” della fenomenologia aziendale basata sulla Struttura della NS stessa. Ma ciò è vero solo in specifici e ben determinati momenti della vita aziendale. Questo aspetto introduce il tema della gestione delle punteggiature aziendali e, più in generale, della cosiddetta Ermeneutica aziendale… In quanto concetto introdotto dal Postmanagement, l’Ermeneutica aziendale costituisce il metodo di riferimento per il corretto funzionamento dello spirElem e della NS tutta. E’ in base a tale metodo che la NS è, per esempio, in grado di svolgere ciò che in linguaggio tardomanageriale viene chiamata “elaborazione dell’informazione” e “comunicazione”. Nel postmanagement il tema della risorsa “informazione” e del processo “comunicazione” viene approcciato in un senso che definirei “costruttivista radicale”… Nel senso, cioè, che “tutto, cioè ogni cosa, entro il dominio cognitivo della NS è e non-è informazione e comunicazione”. Il criterio costruttivista entra pesantemente inoltre nella concezione che il Postmanagement ha del cosiddetto apprendimento organizzativo (learning organization), in quanto la NS, già definita come la parte esplicitamente intelligente del sistema aziendale […], apprende in base alla sua esperienza diretta (anche se solo, magari, di osservazione del comportamento terzo) e alla organizzazione consapevole e metodica della memoria della sua esperienza. L’Ermeneutica aziendale permette alla NS di elaborare la propria interpretazione della fenomenologia aziendale (azioni/eventi tecnici e scambi economici, entrambi assimilabili a specifiche trasformazioni di stato del sistema aziendale), potendo così elaborare una attribuzione di senso e consenso per il proprio comportamento e per “i fatti che essa costruisce” (costruttivismo) entro il proprio dominio cognitivo, sulla base delle perturbazioni ambientali (e interne) ricevute o prodotte… L’Ermeneutica aziendale è inoltre strettamente correlata ai presupposti fenomenologici del Postmanagement e, in particolare, con il principio di utilità necessaria che caratterizza in qualche modo ed almeno in un dato istante la storia evolutiva del sistema aziendale osservato. “Nulla appare per caso”, come afferma Roberta De Monticelli [Roberta De Monticelli, La fenomenologia come metodo di ricerca filosofica e la sua attualità, ebook pubblicato da “Swif. Sito italiano per la filosofia”,
http://www.swif.it/biblioteca/readings/intro.php?abstract=003; anche in http://www.swif.uniba.it/lei/pdf/biblioteca/readings/fenomenologia_SWIF.pdf].
[…].Nel postmanagement esiste il principio del mondo chiuso anche dal punto di vista teleologico-funzionale. In base a ciò, qualsiasi oggetto distinto sincronicamente dalla NS è, è stato o potrebbe essere utile, ma anche potenzialmente nocivo, altrimenti non esiste come oggetto aziendale>>… Cube precisa meglio, altrove, cosa intende con “mondo chiuso” e, poi, con questa ultima affermazione… <<Si ricorda in modo semplice che per un osservatore dato, l’assunzione del mondo chiuso porta a presumere che tale osservatore conosca tutti i fatti (o che, analogamente, tali fatti siano conoscibili senza difficoltà) che si verificano o possono verificarsi nel “mondo” oggetto di osservazione. In termini aziendalistici possiamo dire che tale assunzione vale, ad esempio, per il discorso della contabilità che ragiona in termini notarili e in base al fatto che se una cosa non è nota numericamente, allora quella cosa non esiste nel mondo oggetto della contabilità o, meglio, del controllo di gestione […] Si tratta di una ipotesi ottimistica, dato che in realtà un “oggetto aziendale” può ritenersi tale (cioè compatibile con l’assunzione del mondo chiuso) anche se in realtà non è mai stato considerato potenzialmente o attualmente utile. E’ il caso, ad esempio, delle cose problematiche, cioè degli oggetti aziendali il cui ingresso nel dominio cognitivo della NS non è auspicabile (mai) ma è un imprevisto negativo, cioè può considerarsi nei termini di un rischio (problema eventuale) o di un problema (rischio conclamato). [Ma non dimentichiamoci che, alla fine, solo attraverso il confronto con i rischi ed i problemi noi progrediamo effettivamente…] Pertanto, una NS deve amministrare anche questo tipo di oggetto aziendale, gestione che viene posizionata tra le responsabilità della funzione canonica di Wobuma chiamata Business. Un problema, poi, può diventare un interessantissimo “oggetto aziendale” se la preoccupazione messa in atto è in grado di elaborarlo al fine di generare qualche opportunità interessante. Tornando al tema degli oggetti aziendali utili, invece, aggiungiamo che, come forse è intuitivo, un oggetto aziendale (normalmente inteso come veicolo di una qualche funzionalità, o funzione d’uso, necessaria in un qualche momento -presente, passato o futuro-, anche solo ipotizzata) è tale (cioè è un bizObj) anche solo, per certi momenti, a livello di “preoccupazione teorica”, cioè magari è ancora “oggetto” di una qualche ricerca di mercato per l’eventuale acquisizione o “oggetto” di progettazione tecnica>>… (!!perbacco!!…)… [ndc]

20 Piero Mella, Dai sistemi al pensiero sistemico. Per capire i sistemi e pensare con i sistemi, FrancoAngeli.

21 Cfr. i principi della System Dynamics…

22 Per il lettore più interessato, aggiungiamo qui in nota alcuni frammenti di quella che doveva essere un’altra dispensa, o un manuale,… alcuni appunti di Cube, fortunatamente conservatisi molto bene… che però ci sembrano comunque di difficile comprensione, al pari, se non di più, di altri frammenti semplicemente scritti male (!!)… <<la Nice Satisfactory sembra svolgere correntemente e lungo tutto l’arco della sua esistenza (“in vita”) tre tipi di attività, proprio in quanto considerato “sistema cognitivo”:

– percepisce (“filtrandone” le correlate sensazioni) gli stimoli esterni ed interni che vengono così convertiti in informazioni (dati + regole + condizioni al contorno); la percezione può essere anche basata su dati precedentemente memorizzati, al fine di generarne di nuovi da essi derivanti e, di conseguenza, dare origine a nuove informazioni, tra le quali rientrano anche gli elementi teleologici (allopoietici) della sua esistenza ad un dato istante e per determinati periodi di tempo. Conveniamo di individuare questa classe di azioni con il concetto di “percezione”. La percezione costituisce la funzione aziendale che ha il duplice compito di definire gli scopi alla base dell’esistenza stessa dell’azienda e quello di evidenziare i presunti criteri di adeguatezza dell’azienda rispetto al suo ambiente esterno ed interno.

– pensa (in modo “cosciente”), in termini di elaborazione razionale ed algoritmica delle informazioni costruite attraverso la percezione e, in base ad operazioni di confronto informativo, della conseguente decisione di agire o non agire in risposta a quanto percepito, secondo le diverse coordinate situazionali (sincroniche) del contesto (che cosa, come, dove, quando, ecc.). Un aspetto fondamentale di questa elaborazione cognitiva consiste nella possibilità di memorizzare livelli diversi di classificazione delle informazioni e di poterle poi richiamare in seguito come “pattern” cognitivi e comportamentali; tale aspetto corrisponde al processo cognitivo detto di “apprendimento” o “adattamento”. Conveniamo di individuare questa classe di azioni con il concetto di “pensiero”, o anche ragionamento. Come funzione aziendale, il pensiero ha il compito di definire che cosa fare e le modalità per farlo, al fine di soddisfare gli scopi aziendali ricercando la necessaria (“ottima”, in senso paretiano) adeguatezza aziendale.

– agisce (in modo “deliberato”) sia verso l’interno sia verso l’esterno, anche qualora appaia non agire. L’agire aziendale costituisce l’unico meccanismo a disposizione del sistema economico per il suo mantenimento in vita; infatti le relazioni economiche che lo costituiscono si basano sui meccanismi di scambio tra gli attori economici, meccanismi che coincidono con la comunicazione. L’azienda in vita agisce e, quindi, comunica verso le altre aziende (sé stessa compresa) che percepiscono e “comprendono”, interpretano, gli effetti del suo comportamento. Conveniamo di individuare questa classe di azioni con il concetto di azione o “operazione”. La funzione aziendale di operazione, dal punto di vista postmanageriale, ha come unico scopo la continua ri-produzione dell’azienda, poiché si tratta di un sistema autopoietico (o simile). Trattasi quindi del mantenimento in vita dell’azienda nei confronti dell’ambiente o contesto entro cui si trova ad esistere ad un dato istante o periodo di tempo. Nei termini del sistema economico, in ogni caso, la funzione di “operazione” (che possiamo a questo punto chiamare “produzione”), nel mantenere in vita l’azienda, origina un complesso insieme di oggetti ed azioni che costituiscono la “merce” di scambio verso altre aziende, ma da un punto di vista radicale del postmanagement questo insieme viene considerato un prodotto di scarto del processo autopoietico aziendale. In questo senso, per completezza, il processo di “commercializzazione” di tali merci/rifiuti costituisce lo sforzo che l’azienda pone in essere affinché l’ambiente accetti e non rigetti la sua esistenza in quel contesto ambientale, riconoscendole anche un qualche livello di contribuzione monetaria. Una conseguenza immediata della premessa appena esposta consiste nel fatto che comunicazione e azione (cioè l’agire aziendale) coincidono, nel senso che possono essere da noi interpretati come due aspetti diversi di un unico fenomeno entro il quale, tra l’altro, si esaurisce le mera esistenza in vita dell’azienda>>… (!!) [ndc,… soprattutto per quanto riguarda i punti esclamativi…!!]

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Gian Luca Rivalta (gianluca@rivalta.info) è docente e consulente aziendale. Si occupa di Metodologie Organizzative, Information Technology e New Media, Quality e Process Management. Da oltre vent'anni svolge in proprio attività di ricerca e sviluppo nel campo multidisciplinare della complessità dei sistemi aziendali, del business management e delle tecnologie informatiche.

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