Contributi

Saggezza

di Francesco Varanini 01 aprile 2013

Mario Mauro, Luciano Violante, Gaetano Quagliariello, Valerio Onida… Giovanni Pitruzzella, Salvatore Rossi, Giancarlo Giorgietti e Filippo Bubbico… Intanto eliminiamo i rispettivi riferimenti a partiti ed istituzioni, perché la saggezza non può essere data da nessun ruolo o appartenenza. La saggezza è un attributo della persona. Nei giorni in cui scrivo, quando in qualche modo il futuro del nostro paese sembra legato alla loro saggezza, potremmo chiederci se sono essi saggi. Ma è una indagine che ci intristisce, vieppiù se ci chiediamo se fu saggio il Presidente Napolitano scegliendoli.
Meglio prenderla più alla lontana e chiedersi: dove sta la saggezza.
Per noi occidentali, la saggezza appare legata a due originarie idee.
La prima idea sta nella radice indoeuropea weid-, che significa ‘vedere’. Di qui il sanscrito veda: ‘io so’, ‘scienza’, ‘conoscenza’, e quindi anche ‘libro sacro’. Di qui il tedesco weise e l’inglese wise. Di qui lo stesso verbo latino videre, e quindi il vedere, la visione. Dunque la domanda consisterebbe nel chiedersi se sanno cotali signori vedere ciò che è lontano. O forse -potremmo contentarci anche di questo-, sanno essi vedere oltre la punta del loro naso?
La seconda idea è contenuta nella radice indoeuropea sap-, che sta per ‘succo’, ‘nutrimento’. Il verbo latino sapere ci parla di ‘avere sapore’. Di qui sapius, ‘essere savio’, ‘avere senno’. Essere exsuccus, ‘privo di succo’, in italiano sciocco, è esattamente in contrario. Il sapere , così come la saggezza, sta quindi innanzitutto in una precisa forma di moderazione: nel non dire cose insulse, sciocchezze.
Evitiamo perciò, per non inquietarci, di riandare con la memoria alle sciocchezze che i surricordati personaggi ci hanno propinato nel corso degli anni. E piuttosto, cerchiamo conforto ancora in qualche parola. In spagnolo saggezza può dirsi sabiduría, ma meglio, nel senso in cui ora intendiamo l’espressione, può dirsi cordura, dal latino cordis, ‘cuore’. Col che siamo chiamati a ricordarci che la saggezza si riassume, più che nella ‘ragione della mente’, nella ‘ragione del cuore’.
Infine possiamo ricordare anche le parole che leggiamo nel Tao te Ching: “Un uomo saggio non ha una vasta conoscenza. Colui che ha una vasta conoscenza non è un uomo saggio”.
Basta poco, in fondo, per essere saggi. Basta guardare oltre la punta del proprio naso, e non dire sciocchezze. Facessimo tutti così, le cose andrebbero meglio. Tutti, perché, se pur abbiamo molto da imputare a chi ci rappresenta, è innanzitutto a noi stessi che dobbiamo chiedere un ritorno alla saggezza.

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