Contributi

S’io fossi Hillary

di Piero Trupia 01 novembre 2016

S’io fossi Hillary!
In quanto socio fondatore dell’appena nata Associazione per la Retorica, sono interessato al confronto dialettico.
Assistendo agli ultimi due dei tre confronti tra Donald Trump e Hillary Clinton, ho visto Trump rinfacciare a Hillary le malefatte del marito. Hillary non ha reagito. A questo punto è scattato in me il fatale Ah, s’io fossi Hillary! Avrei chiesto al conduttore il permesso di raccontare a funny joke. Questa.
Un ragazzo nero inginocchiato davanti al crocifisso, chiede: Signore, perché questi capelli crespi? E una voce dall’alto: Così che i tuoi capelli non s’intreccino ai rami nella giungla. E perché queste mani lunghe come artigli? Così che tu possa afferrare le tue prede. E perché questa pelle scura? Così che non ti ustioni al sole della savana.
Signore, guarda che io vivo a Boston!
S’io fossi stato Hillary, avrei risposto a Trump: Guarda che sono io la candidata! Se hai qualcosa da dire a Bill, è qui in sala e puoi dirgli quel che vuoi, quando abbiamo concluso. Hillary non lo ha detto. Forse una coda di paglia?

Autore

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Piero Trupia. Linguista, cognitivista, filosofo del linguaggio. Studi di matematica, economia, scienza della politica. Dirigente industriale fino al 1996. S’interessa di arte figurativa che studia e colleziona. Il suo approccio critico si avvale delle forme più avanzate di semiotica e semantica della figura. In materia ha pubblicato saggi nella collana Analecta Husserliana, Kluwer, Dordrecht, Nederland. Appena uscito, Piero Trupia, Perché è bello ciò che è bello. La nuova semantica dell’arte figurativa. Con un saluto di Santo Versace e una riflessione di Renzo Piano, Franco Angeli 2012. Blog La Chimera: http://pierotrupia.blogspot.com

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