Contributi

La conoscenza emerge dalla relazione fondata sulla gratitudine

di Stefania Angelillo 25 Maggio 2013

Un proverbio Cinese dice “L’inizio della saggezza è chiamare le cose col nome giusto”. Detto in altre parole: avere il coraggio di chiamare le cose con il loro vero nome.

Credo che la conoscenza emerge dalla relazione, dallo scambio, dalla condivisione… e amo pensare la formazione come un dono, come cura, come  attenzione per se stessi e per il mondo.

“Semina un pensiero e raccoglierai un’azione, semina un’azione e raccoglierai un’abitudine, semina un’abitudine e raccoglierai un carattere, semina un carattere e raccoglierai un destino.” (C. Reale)

Il concetto di gratuità richiama quello di gratitudine: sentimento di affetto e di riconoscenza per un bene ricevuto; atteggiamento che si manifesta in tanti modi, dal “grazie”, al saluto, alla “disponibilità”, alla riconoscenza attiva.

La riconoscenza, quindi, esprime la nobiltà d’animo dell’uomo. Non per niente don Bosco sosteneva che essa genera tutte le altre virtù.
La gratitudine è la forza che ci muove verso l’altro. Se tutti coltivassimo il senso della gratitudine si diffonderebbero la gioia interiore, la gratificazione, il rispetto per gli altri, per l’ambiente, per la vita stessa.
James E. Talmage disse: “La gratitudine è la sorella gemella dell’umiltà; l’orgoglio è nemico di entrambe”, “la gratitudine è l’inizio della grandezza”.

“La felicità non è avere quello che si desidera, ma desiderare quello che si ha.” (Oscar Wilde)

La forza, la posizione privilegiata, i mezzi di cui disponiamo ci sono stati donati in fiducia dagli altri  affinché siano potenza di redenzione dei deboli, altrimenti ci dovranno essere tolti.

Condivido il pensiero di Epicureo “L’uomo non è figlio delle circostanze, ma sono le circostanze le creature dell’uomo” e quindi ognuno di noi è in (diversa) parte  responsabile di ciò che accade. Victor Frankl giustamente ha detto che”il nostro potere più grande è la libertà di scegliere la nostra risposta”. “Si è veramente liberi di decidere solo se ci si rende conto che si sta decidendo!” (F. Savater)

La maggior parte delle persone trova questo modo di ragionare inutile, esagerato, faticoso e fastidioso nella migliore delle ipotesi ma anche se è una scelta che spesso penalizza e che ha un costo molto alto è il mio modo di approcciare la vita…. è una scelta consapevole che rinnovo ogni giorno!

Il “sistema”  in generale  e quelli  che potremmo definire “predatori” non ama – no questa capacità di influire e la combatte -ono con tutte le forze e mezzi che ha/hanno… e solo per il semplice il fatto che osi aspirare a difendere persone, idee, valori, diritti il sistema ti espelle e rigetta come se fossi un corpo estraneo.

Mi sono chiesta più volte perchè l’essere umano accetta/permette tutto ciò… ho trovato un valido aiuto nei maestri del passato:

“Ma noi uomini siam in generale fatti così: ci rivoltiamo sdegnati e furiosi contro i mali mezzani, e ci curviamo in silenzio sotto gli estremi; sopportiamo, non rassegnati, ma stupidi, il colmo di ciò che da principio avevamo chiamato insopportabile” (Alessandro Manzoni)
“Sono più le persone disposte a morire per degli ideali, che quelle disposte a vivere per essi” (A. Einstein)
“La società perdona spesso il delinquente, non perdona mai il sognatore” (Oscar Wilde)

Tutto ciò accade perché la gente non ha voglia di farsene carico, o detto in altre parole ‘non vuole passare dalla poltrona alla sedia’, perché la poltrona è più comoda, coccola e vizia, ma allo stesso tempo impigrisce e fa atrofizzare i muscoli (tra cui il cervello) .. e questo è funzionale al sistema! Cambiare è difficile. non cambiare però è fatale! Se non fai parte della soluzione fai parte del problema! Non nego che esistono dei vincoli, ma se non si diventa consapevoli di poter allargare la propria ‘sfera di influenza’, si rimane vittime delle circostanze.

“Il pericolo del passato era che gli uomini fossero schiavi. Il pericolo del futuro è che diventino robot.” (Erich Fromm)

Ho trovato veramente illuminanti  le leggi fondamentali della stupidità umana di Carlo M. Cipolla contenute nel libro ‘Allegro ma non troppo’ (ne consiglio la lettura). Secondo questa teoria gli esseri umani rientrano in una delle seguenti quattro categorie ‘sprovveduti, intelligenti, banditi e stupidi’. Cipolla considera stupido colui che causa un danno a qualcuno senza averne un vantaggio o addirittura subendone un danno. e definisce questa categoria come una delle più potenti e oscure forze che impediscono la crescita del benessere e della felicità umana, un gruppo molto potente perché pur non essendo organizzato opera in perfetta sintonia amplificando così l’efficacia delle loro attività. La conseguenza è l’impoverimento della società! “Il buon senso c’era; ma se ne stava nascosto per paura del senso comune” (A. Manzoni)

Possiamo rifiutarci di subire passivamente!
Se lo vogliamo possiamo cambiare le cose , se riscopriamo questo grande potere che ognuno di noi ha.  Non bisogna essere ne pessimisti e ne ottimisti, ma bensì realisti perché cambiare è fatica, è un atto di volontà e richiede una profonda conoscenza di sè stessi.”Il vero sciocco, quello di cui gli dèi si fanno beffa o che essi deridono, è colui che non conosce se stesso” (Oscar Wilde) “Il più potente è colui che ha se stesso in proprio potere”(Seneca)

“Sulla terra c’è abbastanza per soddisfare i bisogni di tutti ma non per soddisfare l’ingordigia di pochi.
Sono le azioni che contano. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformati in azioni.
Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo”. Mahatma Gandhi

 (Si tratta di appunti e spunti sul tema dell’incontro La formazione come gratuità, 13 maggio 2013, ore 17, presso la Casa di Vetro di Milano. Nota di Francesco Varanini).

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