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Distruzione/Costruzione

di Francesco Varanini 20 aprile 2013

I verbi italiani distruggere e costruire sembrano all’apparenza privi di connessioni. Ma basta risalire al latino per vedere -l’uno accanto all’altro, l’uno il rovescio della medaglia dell’altro- il des- truere ed il con- struere.
Il latino struos discende dalla radice indoeuropea ster- ‘essere rigido’, ‘duro’, e quindi ‘stendere’, ‘distendere’, ‘dispiegare’. Da cui il sanscrito strnoti, ‘tirare giù’, ‘spargere’; il greco stornymi, ‘spargere’; il latino sternere, ‘distendere’, ‘coricare’; lo slavo stira, ‘spiegare’, il russo stroji, ‘ordine’.
Struere è ammassare, accumulare, stratificare: anche l’italiano strato discende da struere.
L’etimologia ci rimanda ad una immagine precisa: all’inizio non c’è che una una catasta, un mucchio. Poi via via gli elementi si accumulano.
Qui entra in gioco un’altra parola legata alla stessa origine: struttura. Structus rimanda all’idea originaria di ‘mettere a strati’, e quindi, in senso più ampio, all’idea del porre qualcosa accanto a qualche cos’altro, sopra qualche cos’altro.
Questa è, appunto la costruzione. Qualsiasi costruzione, non è che un comporre, unendo insieme più cose, fino a che quando l’ammasso ci appare dotato di una sua stabilità. In altre parole: finché appare evidente una struttura.
La forma assunta dalla costruzione ben strutturata può apparire -anche se in realtà non lo è mai- definitiva e perfetta: una macchina, un edificio, un modello organizzativo aziendale, un programma informatico, sono sempre in fieri.
Su ogni costruzione incombe la minaccia di una distruzione. Ma allo stesso tempo, ciò che pare distrutto, destrutturato: ecco ancora quell’originario mucchio o accumulo, cioè, sempre, la fase originaria di una possibile costruzione.
Un altro verbo è strettamente collegato: in- struere, istruire, vuol dire: andare oltre il mero ammasso, verso la struttura, la costruzione. Da instruere instrumentum e quindi strumentum, ‘strument’o, qualcosa di costruito, quindi pronto all’uso.
Infine, non possiamo fare a meno di citare un altra parola: il latino industria, sostantivo femminile che sta per ‘attività’, ‘operosità’, ‘energia’, ‘zelo’, ‘cura’. Deriva da endo- struos. Endo: all’interno, ‘di nascosto’. Quindi: ‘costruito in profondità’. L’industria porta con sé l’idea di una capacità segreta, che motiva la trasformazione da materia prima a prodotto finito. E’ il luogo dove l’ammasso si muta in struttura. Anche quando distruggiamo, stiamo costruendo. Tanto vale esserne consapevoli, e farci carico di ciò che sta succedendo.

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