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Ello: il nuovo social network di cui tutti (inspiegabilmente) parlano

di Marco Bruschi 01 Ottobre 2014

Sono nella beta di Ello – il nuovo social network già battezzato “l’anti Facebook” – da tre settimane e non ho sentito il bisogno di scrivere niente al riguardo.

Un motivo ci sarà.

Ello

Ello è stato creato da un gruppo di artisti e programmatori  ed è sicuramente interessante dal punto di vista grafico. Una struttura minimal, pulita e semplice. Assomiglia molto di più a Twitter che a Facebook, a dir la verità.

elloIl mio unico amico è quel tipo con la barba e gli occhiali 3D, che si chiama Todd ed è cofondatore di Ello e della Berger & Föhr, la casa di design che ha concepito lo stile del social network. Nella sezione “Noise” ho una decina di persone che pubblicano loghi e lavori grafici a tutto spiano. Detta così, non sembra niente di speciale.

Ciò che sta facendo gridare al miracolo molti giornali è il nobile e condivisibile obiettivo di Ello: rispettare la privacy dei propri utenti e non usare i loro dati personali. Come si legge nel loro manifesto: You are not a product. Nell’idea degli sviluppatori, saranno gli utenti a finanziare Ello, donando qualcosa oppure comprando delle features che saranno sviluppate in seguito e che permetteranno di fare cose in più. Comunque sia, ci si tiene a specificare che: Ello is completely free to use.

Utopia

Il problema è che questo obiettivo è anche un po’ utopistico, e non è nemmeno la prima volta che ci si prova. Ho già scritto qualcosa riguardo Diaspora*, un progetto simile che aveva sbancato su Kickstarter e poi è svanito nel nulla. Anche App.net aveva provato ad aggirare l’uso dei dati personali proponendo di pagare un abbonamento annuale agli utenti: da quando, due anni fa, mi sono interessato alla cosa, non ne ho più sentito parlare.

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Non avevo scritto nulla a proposito di Ello proprio per questo motivo. Bella grafica, belle intenzioni, ma mi sembra un altro di questi progetti che poi, quando si tratterà di pagare i server e i tecnici per mantenere in piedi tutto, si sfalderanno.

Tradeoff

Facebook, Twitter, Tumblr, Google sono aziende. Le aziende devono monetizzare in qualche modo, altrimenti collassano. Se Facebook non monetizzasse, non potrebbe ospitare così tanti utenti, permetterci di caricare tutte le foto che vogliamo, aprire pagine, gruppi, eccetera. Il ragionamento è molto semplice. Facebook, come tutti gli altri social network, non è gratis, perché se lo fosse, non potrebbe esistere e non si sarebbe potuto ampliare così tanto.

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Ormai la questione dei dati personali è stata ampiamente dipanata. Se vuoi usare uno di questi servizi devi essere cosciente che lo stai pagando con i tuoi dati e che verrai targhettizzato dalla pubblicità. E’ questo il tradeoff. Il punto su cui battere davvero è che lo scambio dovrebbe essere il più chiaro possibile. Io ti do queste cose e tu le userai per questo, questo e quest’altro. Non è sempre così, soprattutto per quanto riguarda Facebook, ed è per questo che non mi piace. Conscio di questo fatto, lo uso fino al punto a cui voglio arrivare io, senza raccontargli dove sono cresciuto o cose del genere.

Il futuro?

Se ci pensate bene, i primi veri social network sono stati i forum. Ve li ricordate i primi? Con quella grafica anni ’90, schermate e schermate di testo scritto fitto fitto. Ecco, secondo me i social network del futuro saranno così. Magari non proprio così; diciamo un po’ meglio.

C’è una particolarità, comune più o meno a tutti i forum: si parla di un argomento specifico. C’è un argomento generale, ci sono delle sezioni e sottosezioni. Le persone che partecipano al forum, solitamente, sono interessate a questo argomento, si scambiano opinioni, seguono i topic, interagiscono.

Credo che il social network del futuro sarà una cosa simile. Per funzionare, dovrà rendere sempre più facile l’incontro e l’interazione fra persone con interessi comuni. Un po’ com’è successo con il passaggio dalla TV generalista a quella via cavo. Ello, per esempio, per ora mi sembra un social creato per persone che sono interessate al design, loghi e grafica. In futuro, potrebbero crearsi tanti social frammentati, uno per ogni macro argomento, oppure qualcuno più grande, se sarà però capace di proporre efficacemente i contenuti di interesse.

Per quanto riguarda la monetizzazione, invece, non ho particolari previsioni. Faccio gli auguri a Ello e all’ottico del caro Todd.

Pubblicato originariamente sul mio sito web.

Autore

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Laureato in Informatica Umanistica all'Università di Pisa, guarda le nuove tecnologie da un punto di vista sociologico, culturale e qualche volta letterario. Adora i vizi e non si fida di chi dice di non averne. - http://www.marcobruschi.net/ Twitter: @paroledipolvere

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