Contributi

Consapevolezza di sé ed identità

di Giulio Scaccia 19 Gennaio 2019

La consapevolezza di sé è la base del benessere e attraverso il dialogo con noi stessi possiamo riconoscere la nostra identità.

La nostra vita è particolarmente influenzata dal rapporto che stabiliamo con noi stessi e con gli altri. La consapevolezza di sé ha a che fare con il conoscere se stessi: questo ci permette di prevedere come affronteremo le varie situazioni che la vita ci porrà di fronte, andando incontro agli eventi preparati, e di conseguenza capaci di scegliere situazioni, comportamenti e atteggiamenti funzionali in base ai nostri obiettivi ed ai nostri bisogni e valori.

La consapevolezza è una condizione in cui la cognizione di qualcosa si fa interiore, profonda, perfettamente armonizzata col resto della persona, in una visione di sé coerente ed allineata.

Diventare consapevoli delle nostre esperienze, di come siamo cambiati, di quale futuro ci sta davanti è un passo fondamentale. Chi è consapevole non subisce ma può rielaborare ed affrontare gli accadimenti della vita.

Pertanto la domanda “come sviluppare la consapevolezza di se stessi?” ha una risposta: cercare un ascolto profondo e attento senza giudizi, da effettuare in un momento in cui l’intensità delle emozioni non prevale sulla nostra parte logico razionale. Un momento in cui emozione e ragione camminano insieme: per arrivare a questa conoscenza di sé è necessario avere l’opportunità di osservare, ascoltare e sentire i propri bisogni e desideri ma non: è necessario riconoscere valori, convinzioni e aspettative che abbiamo riguardo la vita e la realizzazione di noi stessi.

Sapere chi siamo, quali sono le nostre caratteristiche distintive, come percepiamo la realtà e il mondo, come viviamo il rapporto con gli altri, è una ricerca ricca, fondamentalmente qualitativa, ed è una ricerca che non ha mai fine, perché evolviamo e c’è sempre qualcosa di nuovo che può sorprenderci o che può farci riflettere.

Conoscere noi stessi consente un dialogo con le nostre parti più nascoste e fa comprendere il tema dell’identità: andiamo dunque a definire alcuni tratti caratteristici, che ci permettono di decriptare una parola così densa di significato.

a) Un’identità ha bisogno di unicità e differenziazione ed al contempo di appartenenza e legami. Ognuno di noi è un piccolo universo e occorre conoscere cosa ci caratterizza, cosa ci rende unici e irripetibili. Allo stesso tempo è bene riconoscere ciò che ci lega e ci rende simili agli altri e quali parti di noi sono alla ricerca di connessioni ed appartenenze. In ogni persona c’è un continuo oscillare tra la differenziazione dagli altri ed il bisogno di vicinanza e similitudine, tra il riconoscimento della propria unicità ed al contempo dell’appartenenza a determinati sistemi valoriali che offrono un terreno comune. Un’identità necessita di entrambe le componenti che si sono costruite attraverso la nostra relazione con il mondo. Nel percorso di vita il pendolo oscilla, ma la partizione permane costantemente in base alla nostre caratteristiche e al nostro vissuto.

b) Un’identità è formata dalle esperienze che si sono vissute. Comprendere se stessi passa attraverso la lettura degli accadimenti della nostra vita, piccoli e grandi che siano. La nostra esperienza, ed in particolare l’elaborazione di quanto abbiamo vissuto ha plasmato in noi convinzioni, emozioni e comportamenti. Il nostro vissuto determina anche il modo in cui percepiamo e viviamo la realtà circostante.

c) Un’identità viene costruita attraverso i valori, consapevoli ed inconsapevoli. Comprendere i propri valori e come i nostri comportamenti siano congruenti con essi è un passaggio focale per la conoscenza di sé. I valori, intesi come principi guida nutrono l’identità e ne sono nutriti. Conoscere la nostra scala valoriale è importante per comprendere i nostri bisogni effettivi e la congruenza delle nostre azioni. Conoscere anche il significato proprio e unico che diamo ai nostri valori è un altro passo introspettivo e di riconoscimento.

d) Un’identità è costruita attraverso l’esercizio delle proprie capacità. Queste ci permettono infatti di orientarci e di incidere o meno sulla realtà circostante. Riconoscere le proprie capacità consente di comprendere le nostre caratteristiche distintive in quello che facciamo e in cosa raggiungiamo. Le capacità sono delle “qualità” che in alcuni casi ci portiamo da casa, in altri casi possiamo apprenderle e lavorarle. Sicuramente possono essere allenate ed affinate. L’ascolto, saper lavorare per obiettivi, risolvere problemi, gestire criticità, sono tutte caratteristiche che poi finiscono per determinare dove andiamo. E che segno lasciamo.

Conoscere se stessi è un percorso, un viaggio che, nel momento in cui si realizza, provoca già di per sé dei cambiamenti.

Estratto dal testo di Giulio Scaccia, Centrare il bersaglio, CDG Edizioni

 

 

- ha scritto 6 contributi su Bloom!.


© 2019 Bloom!. Powered by WordPress.

Made by TOCGRS from the great Daily Edition Theme