Conversazioni

Difendere la fabbrica

di Stefano Cosulich 15 aprile 2013

Ringrazio Francesco per aver voluto lanciarmi nel suo universo e nel suo Bloom. Io non credo di aver incontrato molte persone nella mia vita professionale così erudite e così protese a lavorare per la ricerca ed il futuro come lui. Credo che qualcuno che abbia l’energia, la voglia, l’entusiasmo di portare avanti battaglie ed idee per il futuro del popolo lavoratore ed imprenditore ci debba essere, e lui è da sempre un predestinato. Tornando al tema  FABBRICA  E FUTURO  di cui si sta ergendo a paladino, mi affianco volentieri alla sua crociata poichè  sto vedendo la fabbrica  lentamente scomparire davanti ai miei occhi. Ho partecipato a malincuore alla chiusura definitiva di alcuni siti produttivi e di questo nessuno può andare fiero. Gli imprenditori , anche quelli innamorati dell’Italia (in questi tempi è davvero difficile!), lasciati soli dai politicanti  si difendono come possono…ma la tentazione di chiudere ed andare all’estero è forte!  Io queste cose le ho cantate in versi …qualcuno potrebbe poi cantarle, e cantarcele in altro modo; facciamo qualcosa prima che sia troppo tardi!

Aggiungo alcuni altri versi sul tema

L’ alba tardiva

 

Sarà l’alba che giunge in ritardo sui vetri

a pesare nei cuori, nei gesti

dentro capannoni dispersi

negli spazi silenti

sognanti

rumorosi momenti.

A CASA  D’ESTATE

L’orchestra

ha già suonato

musica e spartiti

starete tutti a casa

con mille garantiti

e poi…con questo caldo

potrete fare altro!

E mentre questa manna

scende generosa

s’innalza folle un grido

di scempio perpetrato

s’alza in stereo un urlo

rauco e  disperato

non avrò più un lavoro

in questo bello Stato!

 

 

 

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