Ho finito la Quinta: di fatto doveva essere completamente ristrumentata. È incomprensibile come allora potessi commettere errori da autentico principiante. Evidentemente la routine acquisita nelle prime quattro sinfonie mi aveva completamente abbandonato, poiché uno stile completamente nuovo richiedeva una tecnica nuova.

Gustav Mahler

Leggere l’opera d’arte

Questo testo parla di alcuni dei temi trattati nel libro che lo stesso Piero Trupia ha di recente pubblicato: Perché è bello ciò che è bello. La nuova semantica dell’arte figurativa, Franco Angeli, 2012.
Numerosi i motivi per cui tutto questo interessa chi si occupa di organizzazioni, di impresa e di formazione. Eccone alcuni, brevemente appuntati. Possiamo ragionevolmente pensare ad una ‘estetica delle organizzazioni’: solo così potremo costruire ‘buone organizzazioni’. L’Italia è ricca di opere d’arte, e il suo futuro sta in buona misura in questa ricchezza; ma non siamo capaci di vedere la bellezza che abbiamo intorno. Il senso della formazione può essere sintetizzato in questo: sostenere nel passaggio dall’essere meri ‘utenti’, o passivi fruitori, all’essere ‘conoscitori’.
Francesco Varanini

Soltanto il popolo può essere custode dei suoi tesori. A una condizione: che li riconosca e li apprezzi.
In Italia è avvenuto con l’abbigliamento, l’arredamento e l’alimentazione. Non è ancora avvenuto con l’arte. Ciò perché la comprensione dell’opera d’arte passa attraverso la lettura del suo linguaggio e questo è specialistico.
I critici non aiutano per vari motivi.
Il primo è il carattere ermetico del loro linguaggio. Una difficoltà che si sovrappone alla prima.
Il secondo sta nella preparazione dei critici che è principalmente estetica e storica.
L’estetica è una filosofia che spesso prescinde dalla produzione artistica reale.
Per Giulio Carlo Argan gli artisti dovevano sviluppare dei programmi figurativi e rappresentativi predisposti dai critici, i quali erano i migliori interpreti del loro tempo.
Gli artisti si sollevarono con un vasto movimento detto La Rivolta Romana: i critici intervengano sul lavoro fatto, non individuino tendenze a priori, non assegnino premi, non frequentino i mercanti, non orientino il mercato.
La preparazione storica dei critici è l’altro aspetto problematico .
Un’opera va certamente inquadrata nel tempo e nella sviluppo dell’arte, dopo di che va letta nel suo linguaggio, originale e nuovo, se valida, in modo da coglierne il senso e il messaggio.
Alla competenza storica e filologica si deve allora accompagnare quella semiotica e semantica, linguistica in una parola.
Si pensi a cosa accadrebbe se i medici fossero più esperti di storia della medicina che di semeiotica medica.
Nel nostro paese c’è uno squilibrio tra il Bello profuso in ogni angolo e caratterizzante ogni epoca storica e la competenza del pubblico nella figura dell’amatore d’arte che si trova solo e disarmato di fronte alle opere.
Dell’insegnamento di Storia dell’Arte conserva il ricordo di una frustrazione per l’incapacità di comprendere il libro di testo.
L’amatore va dunque aiutato a diventare conoscitore e possibilmente collezionista, soprattutto dell’arte contemporanea come da sempre avvenuto nella storia, a condizioni che le proposte del mercato dell’arte non siano cervellotiche e generanti una seconda frustrazione.
La linguistica testuale, applicata all’arte, mette a disposizione strumenti di lettura e criteri interpretativi che ogni amatore può applicare, personalmente, ricorrendo in un secondo momento alle fonti specialistiche e agli esperti per un approfondimento.

 

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Benvenuti in questa nuova edizione di BLOOM! Un luogo di incontro per chi vuole ragionare di lavoro e di organizzazione, uno spazio-per-testi-che-non-trovano-altrove-spazio, un sito nato nel 1998, presentato in questa nuova veste dal 2011. A cura di Francesco Varanini. I contributi pubblicati fino al 2011 sono accessibili sia usando il motore di ricerca, sia cliccando su: