La dottrina che ci sia tanta scienza in una disciplina quanta è la matematica, o la misurazione, o la ‘precisone’, che vi si ritrova, si basa su un totale fraintendimento. Al contrario, la seguente massima vale per tutte le scienze: non puntare mai a una precisione maggiore di quanta non ne richieda il problema in esame.

Karl Popper, 1956

Caduti sul lavoro

L’Organizzazione internazionale del lavoro (Oil) celebra oggi 28 aprile, la Giornata mondiale per la sicurezza e la salute sul lavoro, che ha l’obiettivo di incentivare la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali, stimolare iniziative di conoscenza e diffusione delle norme in materia di sicurezza e ricordare le persone morte al lavoro e di lavoro. La celebrazione è parte della Strategia globale sulla sicurezza e la salute sul lavoro dell’OIL e promuove la creazione di una cultura globale di prevenzione nell’ambito della sicurezza e della salute con la partecipazione di tutte le parti interessate.

Ogni anno al mondo le morti al lavoro e di lavoro sono stimate in 2,34 milioni circa. Nessuno lo sa con esattezza, non solo perché in oltre metà degli stati non vengono contabilizzate, e anche dove lo sono non viene fatto dappertutto alla stessa maniera e perché molte morti vengono nascoste con dolo, ma anche perché dove si elaborano statistiche accurate molte morti al lavoro e di lavoro non vengono identificate come tali, sovente dalle stesse vittime, in particolare per le malattie professionali, che sono la grande maggioranza [gli incidenti e infortuni sono “solo” il 15-16% del totale].

In Italia non solo sulle malattie professionali non esiste quasi nulla, ma a queste difficoltà ne aggiungiamo una più specificamente nostra: non c’è una raccolta sistematica istituzionale dei dati sugli infortuni. Le statistiche che leggiamo normalmente provengono da Inail, Istat, Ministero della salute e dall’Oil stessa, che oltre a presentare discrepanze fra loro non usano metodi affidabili e sottostimano costantemente la realtà. Sembra incredibile ma l’unico archivio affidabile sulle morti per infortuni sul lavoro è di un privato, un singolo cittadino da pochi anni affiancato da qualche volontario come lui; si chiama Carlo Soricelli è metalmeccanico in pensione e pittore, e dal 2007 cura l’Osservatorio Indipendente di Bologna morti per infortuni sul lavoro: http://cadutisullavoro.blogspot.it/

In giro per l’Italia ci sono tanti monumenti ai morti al lavoro di lavoro ma sono tutti o quasi dedicati alle morti locali, sicché l’unico memoriale che li contiene tutti è un impressionante e bellissimo [se si può chiamare così un sacrario] lavoro dell’osservatorio: il Sacrario virtuale dei caduti sul lavoro:

http://www.cadutisullavoro.it/

Come si va in gita a visitare monumenti o si manifesta per strada su istanze particolari in giornate particolari, forse il modo migliore per celebrare la Giornata mondiale per la sicurezza e la salute sul lavoro è farsi una gita virtuale in questo sacrario.

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Benvenuti in questa nuova edizione di BLOOM! Un luogo di incontro per chi vuole ragionare di lavoro e di organizzazione, uno spazio-per-testi-che-non-trovano-altrove-spazio, un sito nato nel 1998, presentato in questa nuova veste dal 2011. A cura di Francesco Varanini. I contributi pubblicati fino al 2011 sono accessibili sia usando il motore di ricerca, sia cliccando su: