Quel signore che spunta dalla porta scorrevole della dogana dietro al carrello senza bagagli, con solo una piccola borsa a mano, è Zygmunt Bauman, e mi individua subito senza l’aiuto del libro che tengo in mano col suo nome in copertina. Si ferma e s’inchina per salutarmi, scusandosi
Zygmunt Bauman nel 2004 pubblicava in UK Liquid Modernity. Il sociologo affermava che, osservando gli eventi sociali di una decade fa, l’esperienza individuale e le relazioni sociali apparivano inserite in strutture strutture in fase di rapida decostruzione e ricomposizione, talvolta in modo vacillante e incerto, fluido e volatile.