L’uomo non deve, come alcuni dicono, conoscere in quanto uomo le cose umane, in quanto mortale le cose mortali, ma deve rendersi, per quanto è possibile, immortale e far di tutto per vivere secondo quanto c’è in lui di più alto: se pure ciò è poco di quantità, supera per potenza e valore tutte le altre cose.
Aristotele, Etica Nicomachea, X, 7,1177 b 31.
La riflessione che vorrei condividere non è tanto sulla discriminazione per età, quanto sul perché chi ha più di 40 anni possa vivere con difficoltà la vita aziendale, non per “colpa” dell’azienda, ma per un suo vissuto personale. Come 46enne il tema non potrebbe non essermi più vicino.