L’uomo è più che animal rationale, proprio in quanto è meno rispetto all’uomo che si concepisce a partire dalla soggettività. L’uomo non è il padrone dell’ente ( la natura e le cose del mondo). L’uomo è il pastore dell’essere. In questo “meno” l’uomo non perde nulla, anzi ci guadagna, in quanto perviene alla verità dell’essere. Guadagna l’essenziale povertà del pastore, la cui dignità consiste nell’esser chiamato dall’essere stesso a custodia della sua verità.
Martin Heidegger, Lettera sull’umanesimo, 1947
Poiché la moralità consiste unicamente nel seguire la logica del Processo e nel conformarvisi, mentre l’errore e lo sbaglio non hanno altro senso che andare contro di esso o discostarsene, ciò che il Libro dell mutazioni (I Ching) chiama tradizionalmente “fasto” e “nefasto”, “risucita” e “fallimento”, non significa