L’uomo è più che animal rationale, proprio in quanto è meno rispetto all’uomo che si concepisce a partire dalla soggettività. L’uomo non è il padrone dell’ente ( la natura e le cose del mondo). L’uomo è il pastore dell’essere. In questo “meno” l’uomo non perde nulla, anzi ci guadagna, in quanto perviene alla verità dell’essere. Guadagna l’essenziale povertà del pastore, la cui dignità consiste nell’esser chiamato dall’essere stesso a custodia della sua verità.
Martin Heidegger, Lettera sull’umanesimo, 1947
Un amico di recente mi diceva che di Dick ha letto tutto, anni fa, e che conserva il ricordo di un autore superato, non più attuale. Cito questo giudizio perché raramente mi sono trovato così in disaccordo. La vasta produzione di Dick mi riserva sempre sorprese, e se