Ho partecipato nei giorni ad una lezione offerta da Piero Trupia nel quadro di un percorso formativo promosso da Assoetica, associazione alla quale dedico parte del mio tempo. Piero, che è autore anche di una rubrica sulla nostra rivista, rispondendo ad una domanda, è venuto fuori con un
Il titolo del libro di Piero Trupia da cui prendo spunto è impegnativo: Perché è bello ciò che è bello. La nuova semantica dell’arte figurativa. Potrebbe far pensare alla solita pretenziosa lettura degli interpreti legittimati, dei critici e degli esperti che pretendono di essere gli unici a capire,