Nella nostra quotidianità e, in modo particolare, nella vita lavorativa, quando vorremmo ragionare in modo etico ci troviamo spesso intrappolati. Chiusi in posizioni che non ci permettono di utilizzare uno sguardo etico e ci costringono a lasciar perdere, perdendo così terreno nei confronti di chi fa la voce
Se un paranoico ha ricevuto un torto, risponde con sproporzionalità: la sua replica è esagerata perché è convinto che quel torto sia solo l’inizio di una persecuzione. Si giunge così alla sindrome da accerchiamento e alla convinzione di essere vittima di un complotto. Luigi Zoja