La futura pubblicazione elettronica potrà essere forse più simile al ragazzino con il videogioco delle guerre spaziali, permeato di luci e di suoni accanto alle parole. Il giocatore comincia; la macchina risponde. È un processo di conversazione attiva. Può essere divertimento; può essere gestione della vita quotidiana; può essere lavoro. Qualunque cosa sia, alla fine probabilmente assomiglierà alla pubblicazione come l’intendiamo oggi più o meno allo stesso modo in cui gli affari o i prodotti della conglomerata Time-Life assomigliano allo scriptorium di un monastero.
Ithiel De Sola Pool, 1982
Butto giù liberamente alcune note, suscitate in me dalla lettura dell’intervista di Francesco Varanini a Gianluca Bocchi del 29 marzo 2011, pubblicata su Bloom il 20 gennaio scorso. In una sua risposta Gianluca mette in guardia contro il provincialismo. I Romani, ricorda, non erano provinciali, ma accoglienti: di
Questo scritto è rivolto a uomini e donne che operano nella pratica, che inevitabilmente è culturalmente ispirata. L’intento è di riapre il discorso dell’etica come discorso razionale. A partire da un’etica coerente con la cultura europea e con il genius loci italico, è possibile ripensare la gestione dell’impresa.