Quello era il mio primo lavoro. Una cosa da grandi. Non come servire alla rosticceria di nonna o portare le acque toniche giù al circolo la domenica, che domenica c’è la canasta. Quello era un lavoro serio e regolare, con tanto di orari e busta paga. Avevo dovuto
“A cosa serve la regola del silenzio”, mi chiedevo, “se non la si può inscrivere in una più generale regola dei silenzi?” Antonio Moresco