La conoscenza scientifica non rappresenta la totalità della conoscenza; è sempre esistita in aggiunta e in competizione e in conflitto con un altro tipo di conoscenza, che chiamerò narrativa.

Jean-François Lyotard, La condizione postmoderna, 1979.

Il complice. Sette tipi di manager: 3

I Manager-come-si-deve coprono i posti importanti perché ciò è loro dovuto, per diritto di casta. I Miracolati coprono posti importanti non si sa perché. Si sa benissimo invece perché coprono posti importanti i Complici: perché sono depositari di segreti indicibili. Perché hanno coperto, a tempo debito, errori clamorosi e appropriazioni indebite. Perché hanno svolto, almeno in una occasione, compiti rifiutati da ogni altro. Perché, senza bisogno di dirlo, sono disposti, per il presente ed il futuro, ad offrire i servizi più delicati e più preziosi.
Al servilismo che contraddistingue il Miracolato qui si accompagna la protervia. Un sottile ricatto è nascosto dietro ogni gesto del Complice. Il Complice sa con precisione di ogni cadavere nascosto in ogni armadio. In particolare, conosce molto bene i cadaveri nell’armadio del manager a cui risponde. E ancor meglio conosce le debolezze altrui. Non ne parla, non ha bisogno di parlarne. Ma non dimentica.
Del resto, lui stesso, il Complice, ha i suoi bei cadaveri nell’armadio, le proprie debolezze. E non si dà neanche troppo daffare per nasconderle agli occhi degli altri manager. Si instaura così un rapporto collusivo: cum ludo, si gioca insieme, si condivide lo stesso gioco, intesa clandestina, ‘cane non mangia cane’. La relazione funziona spesso nel migliore dei modi. Peccato che lo scopo dell’azione, l’attenzione, l’impegno, tutto si riassuma in una sfera privata che pochissimo ha a che vedere con il compito istituzionale e i compiti assegnati e lo scopo dell’impresa.
Cosicché i Complici fanno valere nel silenzio il proprio potere. Il Complice è utilissimo, spesso indispensabile. Oppure capita di trovarsi Complici tra i piedi. In ogni caso del Complice non ci si può liberare – a meno che non ci si liberi del nostro personale orientamento alla complicità, al sotterfugio, al raggiro basato sulla menzogna.

Tratto da Francesco Varanini, Contro il manager. La vanità del controllo, gli inganni della finanza e la speranza di una costruzione comune, Guerini e Associati, 2010. 

 

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