Libri di ignoranti e di incompetenti inondano il mercato, vuoti sproloqui zeppi di vocaboli strani ed esoterici pretendono di esprimere concetti profondi, ‘esperti’ senza cervello, senza personalità e senza neppure un briciolo di temperamento intellettuale, stilistico, emotivo, ci parlano della nostra ‘condizione’ e dei mezzi per migliorarla, e non soltanto essi predicano a noi, che possiamo renderci conto della loro pochezza, ma gli si permette di rivolgersi liberamente ai nostri figli e di trascinarli nel loro squallore intellettuale.
Paul K. Feyerabend
Nel suo Macchine Per Pensare. L’informatica come prosecuzione della filosofia con altri mezzi (Guerini e Associati, 2016), Francesco Varanini propugna un computer non protesi, non oracolo, non correttore del pensare umano, ma tutore di una ragione individuale che fa da se, avvalendosi di un nuovo potente aiuto, tra